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«Svegliato dagli spari con gli agenti in casa»
Il racconto del giovane che per due giorni ha ospitato i poliziotti in giardino: «Sembrava di essere in un film...»
LUCCA. Si è svegliato al suono dei colpi di pistola, con i poliziotti appostati in giardino e i rapinatori che stavano svaligiando la banca di fronte casa sua.
L’uomo, un trentenne di Antraccoli di cui non riveliamo l’identità per sua tutela, ha vissuto per una mattina «come dentro a un film», dice. Peccato che i malviventi fossero autentici, le pallottole vere e la paura (che subito lo ha preso) sincera. «Era più o meno l'una - racconta - Stavo ancora dormendo, perché di notte lavoro in un locale di Lucca e rientro sempre a casa tardi. Ho sentito dei colpi di pistola, quattro direi, poi un fruscio fra le piante e un gran vociare. A quel punto mi sono affacciato, ancora in pigiama, e ho visto i poliziotti in borghese che avevano immobilizzato i rapinatori: c'era una donna sdraiata a terra con un agente sopra, altri due uomini erano seduti sugli scalini e ammanettati. Lì per lì ho avuto un po' di paura, anche se sapevo che stava per succedere qualcosa…».
Il nostro testimone non è un sensitivo ma è da ieri che ospita un via vai di poliziotti nel suo giardino. Il brillante blitz delle forze dell'ordine, come è ovvio, non è nato dal nulla. Tutt'altro: «Erano preparati - racconta il ragazzo - Si sono presentati giovedì di fronte alla mia porta. Ma dato che né io né mia madre c'eravamo, hanno suonato ai vicini chiedendo se potevano usare il nostro giardino. Più tardi è arrivata mia mamma e ovviamente è rimasta un po' sorpresa: le hanno spiegato che stavano lavorando per la questura e dovevano rimanere solo per qualche ora a fare dei controlli. Fastidi? No, ci mancherebbe. Solo un po' di curiosità nel vederli andare su e giù per il giardino e il quartiere. Prima erano cinque, poi sette. Avevano una sorta di apparecchio, forse un binocolo, e una ricetrasmittente per comunicare con i colleghi che evidentemente erano appostati altrove». Le forze dell'ordine ovviamente non hanno potuto dare troppe spiegazioni alla famiglia, ma il ragazzo ha subito capito che stava per succedere qualcosa nella filiale del Monte che si trova a pochi passi. «L'ho immaginato - dice - Poi, l'altra sera, ne ho avuto conferma: sono tornato da lavoro alle 3 di notte e ho fatto manovra per parcheggiare l'auto accanto al muricciolo di casa. Mi sono affacciata sulla via Vecchia Romana e ho notato una macchina a fari spenti, ferma sul retro del Monte dei Paschi, sulla via Vecchia Romana. Vedendomi il conducente ha messo in moto e si è allontanato. Ma sempre senza accendere i fari. Nello stesso momento un uomo a piedi ha affrettato il passo nell'altra direzione. Ho capito che qualcosa non andava, ma ovviamente i poliziotti a quell'ora se n'erano andati. Perlomeno dal mio giardino…». Quell'auto a fari spenti nella notte, il ragazzo l'ha rivista la mattina dopo, quando ha aperto gli occhi di soprassalto e si è affacciato: era il Mercedes dei rapinatori. I colpi esplosi dalle forze dell'ordine, rimasti nascosti in giardino per tutto il mattino, sono stati indirizzati alle ruote della vettura per impedire la fuga ai malviventi.
La presenza dei poliziotti, seppur discreta e in borghese, non è passata inosservata a chi vive nel quartiere da una vita e si accorge di ogni faccia nuova che imbocca la via Vecchia Romana: «Certo che eravamo informati, lo abbiamo saputo dai vicini – dice una signora che abita li accanto – Ho capito che stavano controllando la banca, tant'è che giovedì, quando ho saputo del colpo all'altra filiale del Monte dei Paschi, mi sono detta: "Ma guarda questi poliziotti: loro sono qui e i ladri hanno colpito a San Concordio. Mi sa che hanno sbagliato banca…". Alla fine mi sono sbagliata io e loro hanno avuto ragione».
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