Il presidio
«Costretti a riporre i cimeli in uno scantinato»
La rabbia dell’Associazione nazionale Carabinieri in congedo, sfrattata dalla casermetta Santa Croce. «Il Comune non ci aiuta a trovare una nuova sede»
LUCCA. Le bandiere sono già piegate per essere riposte in tanti scatoloni. Stessa sorte toccherà alle le lapidi, alle medaglie di bronzo e d’argento dell’epoca del Risorgimento, alle medaglie alla memoria dei carabinieri caduti. Tutto questo patrimonio di memoria e storia dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo finirà in uno scantinato.
Trema la voce del tenente Elvio Mauro Ducci, presidente dell’associazione dei carabinieri in congedo di Lucca, mentre racconta lo sbaracco obbligato della casermetta Santa Croce, dove l’associazione da dodici anni a questa parte ha svolto la sua attività, custodito i suoi cimeli e i ricordi di tanti anni. Nei trenta precedenti, gli stessi ricordi e le stesse attività avevano trovato ospitalità sempre sulle Mura, ma nella casermetta San Colombano.
«Se ne va la memoria», dice il tenente Ducci.
L’associazione dei carabinieri entro il 30 novembre dovrà lasciare la casermetta, che passerà al nuovo assegnatario. Il progetto presentato dai suoi inquilini non ha superato la selezione del bando.
«Da parte dell’amministrazione non abbiamo ricevuto alcun aiuto a trovare una nuova sede - afferma duramente il presidente -. Ci avevano proposto una stanza al Piaggione o a Farneta, ma entrambe le opzioni sono inaccettabili: i nostri soci non sono giovani, si muovono spesso in bicicletta, come sarebbe possibile per loro andare fin la?».
Il tenente Ducci sottolinea di non aver «ricevuto proposte per una sistemazione all’interno della palazzina in via Pisana» nei cui locali sono già ospiti alcune associazioni affini, di corpi militari o di ex combattenti. «Semmai - sottolinea - l’amministrazione ci ha detto che se volevamo, potevamo metterci d’accordo con gli occupanti delle stanze della palazzina per condividerne qualcuna. Ma la realtà è che non ci hanno offerto niente e che tutte le opzioni che ci sono state presentate erano e sono inaccettabili. Non c’è altro da dire: siamo molto arrabbiati con l’amministrazione comunale, perché ci sentiamo molto presi in giro».
«Nessuno ci ha dato una mano - continua il tenente Ducci - nemmeno dal punto di vista economico. Eppure ci risulta che per qualcuno il Comune abbia disposto contributi per il pagamento dell’affitto. Abbiamo chiesto un aiuto per fare il trasloco: ci hanno negato anche quello. Abbiamo anche molti mobili: in questi giorni abbiamo chiamato Sistema Ambiente per visionare tutto il materiale che abbiamo. Butteremo via tutti i mobili, tutte le cose meno importanti. Le lapidi, le medaglie, le bandiere, quelle finiranno tristemente in uno scantinato».
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