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«Qui nella Cgil di Lucca il confronto è un ricordo»
Continua la battaglia nel sindacato, sul tema e sui modi della fusione con Massa I “ribelli”: «C’è una democrazia commissariata nella nostra camera del lavoro»
LUCCA. Se l’obiettivo della conferenza stampa di pochi giorni fa era quello di far spegnere le polemiche interne al sindacato beh, si può tranquillamente dire che non solo l’impresa è fallita, ma i vertici provinciali della Cgil hanno ottenuto l’effetto diametralmente opposto. I “ribelli” non solo non si ritirano in buon ordine, ma adesso vanno all’attacco. Lo fanno (vedi riquadro) partendo con la raccolta di firme per ottenere un congresso straordinario, visto come un’occasione per un confronto che, sostengono, da qualche tempo a questa parte non c’è più stato. Perché l’accusa di assenza di democrazia interna (che era stata smentita dal segretario provinciale Francesco Chiriaco) viene qui non solo ribadita, ma illustrata attraverso una serie di esempi. A farli sono quelli che sin qui abbiamo chiamato “i ribelli”, ma che hanno un nome e un cognome, e si tratta di Lamberto Pocai di Fioms (nonché esponente dell’area programmatica “Democrazia e lavoro”), Alberto Giorgi dello Spi (e dell’area programmatica “Il sindacato è un’altra cosa - Opposizione Cgil”) e l’ex segretario della Cgil Versilia Massimiliano Bindocci, esponente Filcams e, particolare importante, appartenente all’area programmatica di maggioranza.
Nello stesso palazzo – solo a un piano di differenza – in cui pochi giorni prima Chiriaco, Costabile e Profetti avevano difeso la linea Cgil, arriva la “controconferenza” stampa in cui si ribaltano le versioni. A partire da quella sulla dialettica interna sulla possibile unificazione delle Camere del lavoro di Lucca e Massa. Una fusione che – al di là di dubbi sulla reale necessità o efficacia – non viene vista necessariamente come il “male assoluto”. Il male assoluto è piutosto il modo in cui, secondo Pocai, Giorgi e Bindocci, ci si muovendo in quella direzione, ossia con scelte imposte dall’alto e senza discussione.
«C’è una democrazia commissariata nella nostra Camera del lavoro», dice Pocai. Il caso della fusione, viene spiegato, nasce da una direttiva regionale in cui si chiede di valutare la possibilità della fusione con Massa e di elaborare un progetto in merito, ma, viene evidenziato, «qui di quel progetto non c’è alcuna traccia». Nel congresso organizzativo del 16 giugno, proprio per quest’assenza di un piano, la maggioranza si era espressa per un suo azzeramento («E su cosa dovremmo votare?»).
Ma gli esempi si susseguono: dalla nomina a portavoce di Mariarosa Constabile («Così, senza che nessuno nemmeno ce lo comunicasse»), sino alla rimozione di Bindocci dalla guida della Camera del lavoro della Versilia («Per motivi riorganizzativi dicono, ma intanto non è stato ancora sostituito e c’è un vuoto, beh, bella riorganizzazione ed efficienza»). Ma la perla, la cosa che ha fatto davvero infuriare, è rappresentata dalla dichiarazione del segretario della Camera del lavoro di Massa Paolo Gozzani, il quale in un’intervista ha detto che sarà lui il futuro segretario della Cgil unica e illustrato la struttura del direttivo che verrà: «A questo punto ci si potrebbe risparmiare anche il congresso, visto che sembra ormai tutto deciso».
Luigi Spinosi
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