Il presidio
Una tradizione secolare che scompare
LUCCA. Con la chiusura forzata dell’atelier, dopo il bando che assegna la casermetta al Teatro del Carretto, non solo la città rischia di perdere un patrimonio artistico notevole (fatto di 350...
LUCCA. Con la chiusura forzata dell’atelier, dopo il bando che assegna la casermetta al Teatro del Carretto, non solo la città rischia di perdere un patrimonio artistico notevole (fatto di 350 sculture, altrettanti dipinti, 800 disegni e l’archivio), ma perderà anche una fetta della sua memoria storica. «L’atelier di Salotti – spiega Franca Severini – è l’ultima testimonianza di un rapporto stretto tra arte e mura di Lucca, di una tradizione secolare di artisti che si ritrovavano qui». Giannetto Salotti è scomparso due anni fa, all’età di 95 anni, proprio mentre stava andando (come faceva ogni giorno da quarant’anni) alla casermetta di San Martino. Le sue opere sono state esposte e apprezzate in tuto il mondo e, come anticipa Severini, il prossimo 8 novembre al Gamc di Viareggio si terrà una conferenza sulla figura dell’artista lucchese. L’atelier sta riscuotendo sostegno e solidarietà dal mondo culturale, ma la vicenda sembra voler dare ragione all’adagio per cui non si è mai profeti in patria.
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