Il presidio
Italia Digital, beni verso la vendita
Depositata la perizia su un’abitazione della coppia che si è fatta pagare da centinaia di persone senza consegnare la merce
LUCCA. Potrebbero esserci presto buone notizie per i tanti truffati nella vicenda di Italia Digital, l’azienda che prometteva di vendere oggetti di elettronica e di informatica via Internet a prezzi ribassati ma che poi ben si guardava dal recapitare a casa dei clienti (già paganti con carta di credito) i beni acquistati. Pochi giorni fa, infatti, è stata depositata una perizia di stima di una abitazione in possesso dei due indagati per il raggiro, i coniugi Daniela Simonetti e Gianfranco Ciampi. Un segnale che la vendita dell’abitazione - sulla quale grava un sequestro disposto dalla procura - potrebbe non essere lontano e, quindi, potrebbero arrivare soldi per dare soddisfazione, almeno in parte ai tantissimi creditori.
Il meccanismo delle vendite online, senza quasi mai consegnare la merce, si realizzò poco prima del Natale 2014 tramite sette siti Internet. In totale - secondo quanto ricostruito dagli inquirenti - nella trappola potrebbero essere cadute 800 persone, per una cifra complessiva di oltre 750.000 euro.
La società Italia Digital era una ditta individuale di Daniela Simonetti. E proprio a quest’ultima è intestata la casa Lammari che è stata fatta valutare dal geometra Luigi Di Giulio, che ha stabilito un valore di 270.480 euro.
Un cammino comunque difficile, anche dal punto di vista della procedura, quello che aspetta i creditori della coppia. Perché prima ci sarà l’udienza di verifica dello stato passivo. Dopo questo passaggio, si potrà capire la direzione della curatela sui beni di proprietà di Simonetti. E non solo, visto che a inizio ottobre è stato dichiarato il fallimento anche della società di fatto tra la stessa Simonetti e Ciampi. In sostanza, è stato riconosciuto che Ciampi era un socio occulto. Come risulta dalla sentenza, l’uomo ha «ammesso l’esistenza della società, che le decisioni sociali erano prese da lui e dalla moglie, che era lui a occuparsi dei rapporti con i fornitori e con i clienti; che era lui ancora a eseguire i pagamenti e a riscuotere i crediti».
Contemporaneamente per i due va avanti anche il procedimento penale, per il quale è stato chiesto il rito immediato per l’accusa di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale.
Dagli accertamenti della procura era stato appurato che i conti aziendali sono stati prosciugati e la coppia ha comprato, attraverso un preliminare d’acquisto con somma interamente versata, un appartamento a San Concordio del valore di 210mila euro. Adesso l’immobile è sotto sequestro assieme a un Suv Nissan del valore di 20mila euro. Dalla contabilità sequestrata dai finanzieri diretti dal capitano Antonio Manselli, largamente approssimativa e che non dava conto di una serie di operazioni, i magistrati hanno subito intuito che la gestione in uscita del patrimonio sociale era volta a distrarre i soldi incamerati attraverso i bonifici dei clienti che hanno acquistato on line dalla ditta Italia Digital.
Il caso di Italia Digital, reso pubblico dal nostro giornale, ha avuto una grande eco in tutta Italia, con tanto di passaggio televisivo a “Mi manda Rai tre”. Particolarmente attivi sono stati coloro che sono caduti nella rete delle vendite online che, fin dalle primissime settimane, si sono riuniti in un gruppo Facebook con centinaia di iscritti, che si è organizzato anche tramite alcuni legali per cercare - se possibile - di rientrare in possesso almeno di parte di quanto pagato per avere niente in mano.
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