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Assi viari, dubbi sui motivi del ritardo

di Luca Basile
Assi viari, dubbi sui motivi del ritardo

LUCCA. Il ritardo nel progetto degli Assi Viari? Per Legambiente Lucca è falso che sia dovuta alla nuova normativa che rende più stringenti i controlli sui progetti dell’Anas, perché questa normativa...

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PIETRASANTA. C’è una questione di metodo e di mancati confronti dietro le clamorose dimissioni di Adolfo Agolini e Piero Vecchio, referenti di Artigianart, dai consigli del Centro Arti Visive.

«Stimo molto il Presidente Francesco Spina vorrei però puntualizzare alcune cose: nella mia lettera – spiega Agolini - non accenno ai programmi sui quali non c’è stato nessun confronto e che quindi non conosciamo. Il fatto è che ad oggi non c’è stato alcun incontro, anche se richiesto, tra i soci fondatori del CAV (amministrazione e Artigianart). Nei primi due consigli di Indirizzo non abbiamo avuto la presenza dell’Amministrazione per avere quanto meno un confronto. In compenso il consiglio di indirizzo è stato informato da Spina sui nuovi indirizzi del CAV decisi dall’Amministrazione evidentemente in maniera unilaterale. Siamo venuti a sapere dalla stampa che La Versiliana coordinerà anche l’attività del CAV, ma il consiglio non era a conoscenza. Non mi piace lavorare in questo modo e quindi non mi sento più di rappresentare serenamente Artigianart non essendo disposto, per formazione mentale, ad accettare fatti compiuti. Riconosco all’Amministrazione - continua Agolin i - il diritto di dare un indirizzo diverso rispetto al passato per ciò che riguarda la promozione del territorio ed i programmi espositivi, ma sarebbe stato opportuno creare prima un tavolo di confronto con tutte le realtà del territorio affinché ogni categoria la possibilità di esprimersi. Per quanto riguarda il CAV, credo che limitare l’attività a quella didattica potrebbe portare alla chiusura della Fondazione per mancanza di risorse. Anche senza fare le mostre si dovrebbe, come già in progetto, impostare programmi di internazionalizzazione promuovendo il territorio, sfruttando le capacità professionali che la Fondazione ha acquisito in questi anni e che hanno saputo attirare notevoli sponsorizzazioni. Per le attività passate basterebbe leggere i documenti già inviati a tutti i soggetti per capire che non si sono fatte solo mostre. Non voglio fare polemica con nessuno ed ho espresso la mia opinione personale quale ultimo e definitivo contributo a chiusura di una esperienza sino ad oggi positiva incominciata con entusiasmo con Massimo Mallegni e portata avanti con altrettanto entusiasmo con Domenico Lombardi.

«E’ a titolo personale che ho dato le dimissioni lasciando che l’associazione Artigianart, decida con il prossimo consiglio che sarà eletto entro la fine dell’anno, come rapportarsi – precisa Agolini - con il nuovo corso". Mi auguro inoltre che il ritiro di ”fautori della passata gestione” possa finalmente consentire la comunicazione tra il CAV, Artigianart e Amministrazione. A volte basta rimuovere piccoli, ma scomodi ostacoli».

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