Il Tirreno

Lucca

La storia del Giannotti in cinquanta scatti

di Paola Tadeucci
La storia del Giannotti in cinquanta scatti

Chiude oggi la mostra che racconta la vita del quartiere fuori dalle Mura Presto le immagini potrebbero essere raccolte all’interno di un libro

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LUCCA. Ci sono l'allora sindaco Giovanni Martinelli dal barbiere, Bice Valori e Paolo Panelli in posa-ricordo davanti al bottaio Giannecchini, le mucche e i cavalli al Foro Boario per il mercato settimanale del bestiame, i ragazzi a chiacchierare in piazza della Croce, le bancarelle nei giorni della fiera. E poi i gruppi di famiglia, come i Micheletti, ripresi a distanza di anni - e di generazioni - al balcone del loro palazzo.

Ci si emoziona e s'impara nella mostra dedicata a Borgo Giannotti e allestita nello spesso palazzo - messo a disposizione dalla proprietaria Pina Micheletti - dall'associazione Amici dell'Archivio fotografico lucchese “Arnaldo Fazzi” in collaborazione con lo stesso Archivio, il Comune e l'Archivio storico comunale.

Una cinquantina di immagini - dalla fine del 1800 agli anni più recenti - che ripercorrono la storia e la vitalità del quartiere a ridosso delle Mura: l'ultima testimonianza della vita popolare e del fervore che un tempo caratterizzavano la città e oggi ormai quasi del tutto scomparsi, eccetto appunto al Giannotti, come viene familiarmente chiamato.

Ma l'esposizione - che si può ancora vedere, a ingresso gratuito, oggi dalle 10 alle 13 e dalle 15,30 alle 19,30 - ha il pregio anche di proporre una documentazione approfondita della storia del quartiere, grazie a diversi pannelli esplicativi che ne ricostruiscono le origini e le successive fasi di sviluppo. Tanto che dai numerosi visitatori è arrivato l'invito a raccogliere il materiale in un libro.

Un'idea che potrebbe concretizzarsi, come dovrebbe essere fattibile una mostra bis per completare l'ampio collage di storie e volti iniziato con la prima esposizione. Del resto alla già corposa documentazione in possesso degli organizzatori si sono aggiunte immagini, storie e racconti portati dagli stessi abitanti di Borgo Giannotti e che potranno essere inseriti nella mostra bis.

Intanto a colmare una lacuna di documentazione ha pensato Giovanni Macchia, ex dirigente scolastico, con il libro "L'Indicatore del Giannotti", edito da Maria Pacini Fazzi e presentato nel corso della mostra.

Finora le notizie sull'Indicatore erano sommarie e spesso sbagliate. Perfino gli abitanti del Giannotti - fa notare Macchia - non sapevano bene la storia di quella colonna che indica le strade ed è uno dei simboli del loro quartiere, tanto che da cinquant'anni, a mezzogiorno di ogni Capodanno, si ritrovano lì per la tradizionale foto.

La ragione di questa scarsità di notizie sta nel fatto che l'Indicatore fu un'opera dei Lorena, coloro che nella prima metà del 1800 presero il governo della città, ponendo fine a oltre sei secoli di indipendenza e di autonomia.

Poco importa se il granduca Leopoldo si dimostrò un sovrano illuminato e lungimirante: era un esterno e delle sue opere si doveva parlare poco, di qualsiasi tipo fossero. Tra queste c’erano appunto gli Indicatori, simbolo della modernizzazione da lui attuata sulla rete viaria toscana.

Quelli realizzati a Lucca furono tre: l'unico rimasto in piedi è quello di Borgo Giannotti, gli altri erano a Sant’Anna e in viale Castracani, rimossi agli inizi degli anni Cinquanta.

Anche l'Indicatore del Giannotti rischiava la stessa fine: danneggiato da un camion intorno al 1960, fu smontato e messo in un magazzino, dove è rimasto fino al 1999, quando l'allora sindaco Pietro Fazzi, su sollecitazione dei residenti, lo fece restaurare e rimettere al suo posto. Restituendo così un pezzo di storia al quartiere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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