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Kme, Menesini all’azienda «Ora ci diano i dettagli»
Il neopresidente della Provincia mette a disposizione palazzo Ducale per gli incontri sulla crisi della fabbrica fornacina: «Parleremo col Governo»
BARGA. Anche il presidente della Provincia Luca Menesini chiede più informazioni sul progetto di riassetto di Kme: «È chiaro che il piano di riconversione di cui parla la proprietà Kme può rappresentare un’opportunità, ma non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia. Da un “core businnes” legato al settore metalmeccanico si passa a uno sullo sviluppo dell’agricoltura idroponica. Un cambiamento che dobbiamo monitorare passo passo, e soprattutto abbiamo bisogno di maggiori dettagli da parte dell’azienda, come il nuovo piano industriale. Applaudire o chiudere possibilità senza aver visto questo non ha senso, né verso l’azienda né verso i suoi lavoratori».
Menesini garantisce l’impegno, non solo formale, dell’ente di palazzo Ducale: «Seicento dipendenti, e tutto l’indotto annesso, sono numeri che mi fanno dire che è una delle più grosse crisi aziendali avvenute in provincia di Lucca. Come Provincia abbiamo seguito fin dall’inizio la situazione, attraverso il consigliere delegato Nicola Boggi, e sono personalmente in contatto con il sindaco di Barga Marco Bonini. Come la precedente istituzione, anche la Provincia dei Sindaci continuerà ad avere un ruolo nelle vicende aziendali ed occupazionali. Ma non ci limiteremo a questo. Come amministrazione provinciale faremo da ponte fra il Governo nazionale e regionale e le amministrazioni locali, per un dialogo e una collaborazione stretta.Lunedì sarò personalmente presente al tavolo. Inoltre, metto a disposizione Palazzo Ducale per gli incontri istituzionali, in modo che i lavoratori e l’azienda vedano concretamente che la questione non è una questione da giocare in casa, ma che interessa tutti i livelli istituzionali esistenti. Portare il tavolo del confronto nella sede della Provincia è un atto simbolico ma di rilievo, perché dà alla situazione la dimensione che possiede nella realtà. Quindi, come Provincia, stiamo nella massima allerta insieme alle altre istituzioni perché nulla sia gestito con superficialità visto che si parla delle sorti di tanti lavoratori, e chiediamo alla proprietà di Kme di avere un atteggiamento collaborativo e presentare il piano industriale perché, insieme, possano essere fatte tutte le valutazioni del caso».
E anche il partito Democratico di Gallicano esprime il proprio sostegno e solidarietà nei confronti dei lavoratori. «A preoccuparci non è solo il numero delle singole unità lavorative in gioco, ma anche di tutto ciò che c'è dietro – dice il segretario Luca Moriconi – non dimentichiamoci che dietro ogni individuo ci sono intere famiglie e attività non strettamente collegate a KME ma che dipendono dallo stabilimento. L'intera economia della Valle del Serchio dipende dalla buona riuscita del progetto che vedrà il suo avvio a gennaio. Nonostante siano state fornite diverse rassicurazioni in merito alla situazione, non possiamo fare a meno di mostrare la nostra perplessità, soprattutto di fronte ai motivi che hanno portato la dirigenza a prendere questa decisione. KME infatti, a detta della dirigenza, negli ultimi dieci anni ha perso 200 milioni di euro dei 130 milioni investiti. Ci chiediamo quindi, come sia stato possibile in dieci anni non trovare qualche soluzione per ridurre le perdite. Ci appelliamo, infine, al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, affinché intervenga a sostegno dei lavoratori così come è stato per le situazioni di Piombino e Livorno».
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