Il Tirreno

Lucca

«Fusione con Massa? Passerà dal voto»

di Luigi Spinosi
«Fusione con Massa? Passerà dal voto»

I vertici Cgil replicano all’accusa di mancanza di democrazia

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LUCCA. Un incontro per «spiegare le motivazioni delle scelte fatte dalla Camera del lavoro», ma anche per rispondere su «cose che non esistono», e per fare poi anche «un cenno ai problemi veramente importanti». I problemi veramente importanti, per tutti, e a maggior ragione per un sindacato, sono quelli relativi alle situazioni critiche sotto il profilo occupazionale (nell’articolo a lato).

Ma un problema, evidente, è anche quello che sta vivendo in questo periodo la Cgil lucchese, con una spaccatura tra i due lati del Monte Quiesa, con la richiesta di un congresso straordinario, con un’autentica occupazione della sede di Viareggio, con un’opposizione alla prevista unificazione tra le Camere del lavoro di Lucca e Massa, con il contestato ritiro delle deleghe al segretario della Cgil Versilia Massimiliano Bindocci. Insomma, c’è, inutile nasconderlo, un clima di rivolta contro i vertici provinciali della Cgil, con il fuoco che ormai non cova più sotto la cenere, ma è divampato in quel di Viareggio. I vertici provinciali del sindacato, che poi sono quelli al centro della protesta, provano a fare da pompiere, e per questo ieri mattina hanno convocato una conferenza stampa alla sede Cgil di Lucca, con il segretario generale Franco Chiriaco e i segretari confederali Mariarosaria Costabile e Enrico Profetti.

Nel suo intervento Chiriaco ha difeso la regolarità dell’iter che dovrà portare alla fusione delle due Camere del lavoro, e il pieno rispetto dello statuto Cgil: «Tutto è nato dalla scelta del dicembre 2013 di Cgil Toscana di una integrazione tra le Camere del lavoro di Lucca e Massa, un processo legato anche al superamento delle province a livello istituzionale, e che mette assieme due territori che hanno settori omogenei, basti pensare alla nautica o alla lavorazione del marmo. Siamo stati accusati di scarsa democrazia, ma non capiamo di cosa si stia parlando, perché le scelte dovranno comunque passare dal vaglio delle assemblee degli iscritti, dovranno essere votate e poi si arriverà a un congresso che dovrà decidere sulla fusione. Insomma, ci sono ampi margini di discussione. Si parla di raccolte firme per impedire di arrivare a un’integrazione delle due Camere del lavoro. Beh, lo statuto prevede già assemblee e, quindi, anche la possibilità di una bocciatura del progetto».

Quindi Chiriaco passa alle «cose che non esistono», riferendosi alle voci di chiusure delle Camere del lavoro e, in particolare, di una sorta di smobilitazione del sindacato nel territorio versiliese e garfagnino: «Falsità – taglia corto – voci che alimentano la protesta, ma che smentiamo nel modo più assoluto, noi quelle Camere del lavoro le rafforzeremo». E il caso Bindocci? «La segreteria ha il diritto di nominare i suoi responsabile e basandoci sui modelli organizzativi regionali abbiamo ritirato la delega a Bindocci. Ci accusano di mancanza di democrazia, ma quando si è trattato di confrontarci a Viareggio ci è stato di fatto impedito di parlare».

«Il sindacato esce da un periodo difficile – fa eco Profetti – siamo usciti con grandi sacrifici da una situazione organizzativa e finanziaria critica. Oggi siamo una realtà solida, ma questi attacchi rischiano di vanificare tutto il lavoro fatto e di portarci indietro. L’integrazione con Massa può renderci più forti, anche a livello rappresentativo. Rinchiudersi nei localismi vuol dire anche essere più piccoli, con tutto quel che ne consegue. Poi è assurdo alimentare le polemiche basandosi su voci false sulla chiusura delle sedi. Noi le vogliamo rafforzare. E poi, è curioso, ci si mobilita per chiedere un congresso straordinario. Si vuole il congresso straordinario? Va beh, facciamolo, ma non dimentichiamoci che è già in programma in tempi brevi un congresso ordinario».

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