Il Tirreno

Lucca

Crac Co.La., in due patteggiano tre anni

Crac Co.La., in due patteggiano tre anni

Gli altri nove coimputati sono stati rinviati a giudizio: il dibattimento si aprirà a marzo

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Crac della Co.La.: due patteggiamenti e nove rinvii a giudizio. Ieri mattina, di fronte al gup Riccardo Nerucci, si è svolta l’udienza preliminare per il fallimento della Cooperativa Lucchese Autotrasporti (Co.La.), che nel novembre di due anni fa aveva ottenuto dal tribunale l’autofallimento. Sulla vicenda il sostituto procuratore Piero Capizzoto aveva aperto un’inchiesta e ieri c’è stata la richiesta di rinvio a giudizio di fronte al gup. Moreno Lombardi (assistito dall’avvocato Simone Pardini) e Claudio Puccinelli (assistito dall'avvocato Francesco Spina) hanno patteggiato la pena a 3 anni per il reato di bancarotta fraudolenta, per avere dissipato ingenti somme.

Gli altri nove coimputati, non avendo scelto riti alternativi, sono stati rinviati a giudizio: l’avvio del dibattimento è fissato per il marzo del 2016. A giudizio vanno Salvatore Gallello Cataldo, Andrea Gallello, Marziale Gallello, Giuseppe Cinquini, Valerio Pasquini, Nicola Citti, Cataldo Cozza, Carmelo Gallello Guerino e Fedele Cozza. La curatela del fallimento Co.La. si è costituita parte civile con l'avvocato Claudia Selmi.

I motivi che hanno indotto Lombardi e Puccinelli sono i seguenti: «Il patteggiamento – spiega l’avvocato Pardini – risulta l'atto dovuto di assunzione di responsabilità per le conseguenze di una gestione che, se pur improntata alla mutualità tipica della cooperativa, per fatti complessi era di fatto sfuggita di controllo». La vicenda trova fondamento nel fatto che nel 2008 un provvedimento di legge aveva previsto un costo minimo al chilometro nei contratti di autotrasporto di merci per conto di terzi tale da garantire almeno la copertura dei costi minimi di esercizio: questa previsione normativa dava diritto al trasportatore di richiedere al proprio cliente, anche successivamente, la differenza sul prezzo inizialmente pattuito.

Su detto presupposto, la cooperativa ha iniziato ad anticipare a scopo di mutualità ai propri soci quelle somme che poi avrebbe recuperato dai clienti finali. «Ma detta normativa – spiega l’avvocato Pardini – non solo nell'anno 2014 è stata modificata, ma già nello stesso anno la Corte di Giustizia Europea aveva dichiarato l'incompatibilità della stessa con il diritto comunitario sotto il profilo della concorrenza del mercato. Detto mutamento del panorama normativo ha fatto sì che gli anticipi erogati ai soci abbiano creato uno sbilanciamento finanziario irreversibile che aveva già indotto alla presentazione della istanza di fallimento della cooperativa in proprio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web