Il Tirreno

Lucca

«Vogliamo i dettagli del piano»

Il consiglio comunale sul piede di guerra: nasce un gruppo di monitoraggio

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BARGA. Anche il consiglio comunale di Barga interviene sulle scelte di Kme, ritenendo che «un’operazione di riconversione produttiva di tale radicalità necessiti di un approfondimento puntuale dei contenuti del piano industriale, al momento ancora non reso pubblico, nei suoi più minuziosi dettagli, tanto ai lavoratori e alle loro rappresentanze di categoria, quanto al sistema istituzionale locale, provinciale e regionale nel suo insieme». Da qui il documento, approvato dallo stesso consiglio, col quale Comune di Barga, si prefigge di sollecitare «la giunta regionale e il governo nazionale a dare la massima considerazione alla situazione complessiva di Kme e della Valle del Serchio in particolare, e quindi ad assumere una iniziativa che stabilisca una relazione con la proprietà di Kme in modo da intervenire con i loro ruoli nel processo di definizione del piano proposto dalla proprietà».

Questo è quanto uscito dall’ultimo consiglio, anticipando al primo punto dell'ordine del giorno, vista la situazione, la mozione del consigliere Mastronaldi sullo stabilimento fornacino.

Il consiglio, tenendo conto del «radicale cambio di strategia» per «aprire invece la strada a una profonda riconversione di impianti», interessandosi all'agricoltura idroponica, apprezza l'impegno di Kme a non chiudere definitivamente il sito fornacino. Maggioranza e opposizione si sono unite sul questa delibera, che impegna sindaco e amministrazione a promuovere «l’immediata costituzione di un tavolo istituzionale permanente di monitoraggio del quale facciano parte tutte le istituzioni del territorio». L'intento è avviare, da subito, una conoscenza approfondita del piano imprenditoriale considerando ogni sfaccettatura, aprendo «una fase di confronto e ascolto quotidiano con i lavoratori interessati, le rappresentanze sindacali unitarie oltre che ai referenti delle varie sigle sindacali provinciali, regionali e nazionali». Una «cabina di regia istituzionale», come vuole definirsi, per interloquire in maniera «permanente, con la proprietà e con il governo nazionale e regionale tale da poter consentire di fruire dei massimi strumenti di analisi scientifica capaci d’assicurare un positivo esito di questo progetto dalla portata estremamente innovativa e che proprio per questo necessita della messa in campo di un’azione straordinaria da parte delle istituzioni pubbliche».

Francesco Cosimini

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