Il presidio
Pioggia e lacrime per l’ultimo saluto a Ronni Lombardi
Nella chiesa di Tempagnano si sono svolti i funerali dell’operaio morto venerdì nel piazzale della Toscopaper
LUCCA. La pioggia battente ha accompagnato nel suo ultimo viaggio Ronni Lombardi, l’operaio tecnico morto venerdì scorso allo stabilimento Toscopaper di Saltocchio, schiacciato dal carrello elevatore che stava riparando.
Le impietose condizioni meteorologiche, che da quasi 24 ore flagellano l’intera piana di Lucca mobilitando cantonieri e protezione civile, non sono riuscite ad impedire ad amici e parenti di partecipare all’estremo saluto presso la chiesa di Tempagnano, nel cimitero della quale sarà inumato il feretro. Una folla imponente già una mezz’ora prima della funzione attende, impassibile sotto il continuo scrosciare dell’acqua, la salma del caro defunto: una testimonianza tangibile dell’affetto che Ronni, nei suoi 57 anni di vita, era riuscito a suscitare nelle persone che quotidianamente avevano la fortuna di avere a che fare con lui. Parenti, amici, colleghi, compaesani: nessuno è voluto mancare per esprimere la propria vicinanza alla famiglia.
Sotto il tetto improvvisato di ombrelli colorati, nell’attesa dell’arrivo del carro funebre, si ascolta uno strano silenzio. Quasi una settimana è passata da quel tragico giorno in cui Ronnie non è tornato da lavoro: giorni lunghissimi in cui tutti hanno potuto sperimentare l’assenza della persona amata ed esprimere tutta la rabbia e il rifiuto che una morte del genere può suscitare. Oggi invece, tra i presenti, domina solo una rassegnata tristezza. E se qualcuno piange, le sue lacrime si confondono con la pioggia. Durante la funzione all’altare si avvicendano alcune testimonianze, portate dai parenti più stretti, che raccontano alla platea una storia che già tutti conoscono: la vita di una persona umile, buona, che nella vita quotidiana si è dimostrata sempre attenta e disponibile verso le esigenze del prossimo.
La successione degli addii si ferma con il figlio, Federico, che in quel venerdì maledetto si è visto portare via un pezzo di vita, e che ancora non riesce a capacitarsi di come si possa morire così all’improvviso, sul proprio posto di lavoro, senza una ragione. Una domanda senza risposta che, ad alta voce, esprime un pensiero comune a tutti i presenti. Poco altro rimane da dire a questo punto, e dopo alcune parole da parte del parroco il feretro viene accompagnato nell’adiacente cimitero. Solo a tumulazione avvenuta la folla inizia a sfilacciarsi: ognuno torna alla sua normalità, ai problemi quotidiani, cercando di lasciarsi alle spalle questa tragica vicenda. Un po’ più bagnati ed un po’ più soli di prima.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google