Il Tirreno

Lucca

Ipotesi Real Collegio per le opere di Salotti

Ipotesi Real Collegio per le opere di Salotti

La proposta del Comune, ma tutta da verificare. Amici delle Mura amareggiati: «Ci tengono in sospeso»

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. C’è un’ipotesi per una nuova sede della collezione delle opere di Giannetto Salotti (da decenni nella casermetta San Martino): il Real Collegio. Ma è una possibilità ancora in altomare, come spiega Franca Severini, curatrice della collezione. «Ho incontrato il capo di gabinetto del sindaco - dice - che mi ha prospettato il Real Collegio come sede delle opere, ma dobbiamo aggiornarci, vedere gli spazi». Intanto, a pioggia, alla famiglia Salotti e alla curatrice Severini, sono giunte dimostrazioni di solidarietà per il trasloco obbligato dello studio museo del maestro lucchese scomparso due anni fa. Sono giunte anche proposte di ospitalità (dal sindaco di Seravezza Ettore Neri e dal Comune di Pietrasanta) oltre che richieste di avere in donazione opere del maestro. «Una scultura - spiega Franca Severini - sarà donata alla Galleria d’arte contemporanea di Palazzo Pitti, mentre il medaglione che Salotti realizzò per Shelley andrà al Comune di Viareggio, che lo esporrà a Villa Paolina». In tutto la collezione conta circa 1.500 opere (350 sculture, altrettanti dipinti e 800 disegni a china). Una ricchezza imponente, «che vorrebbe rimanere a Lucca, la sua città - continua la curatrice - ma che, estrema ratio, potrebbe decidere anche di andarsene. Ritengo - prosegue - che la commissione che ha giudicato i progetti in gara abbia evidenziato conflitti di interesse: c’erano amministratori del Giglio, architetti a esaminare progetti di compagnie teatrali, di centri studi di urbanistica: basterebbe questo a far partire un ricorso».

E poi, nel limbo più totale - come spiega la presidente Simonetta Simonetti - ci sono gli Amici delle Mura della casermetta San Frediano.

«Non abbiamo ancora alcuna comunicazione scritta della nostra esclusione dal bando - spiega la Simonetti -. L’Opera delle Mura non ci ha mandato niente, quello che sappiamo lo abbiamo appreso dalla stampa e da un incontro casuale col direttore dell’ente. Siamo come “quelli che son sospesi”. Io voglio un foglio scritto. Dal difensore civico ho fatto scrivere una richiesta di spiegazioni. Senza un documento in mano non posso nemmeno fare ricorso». Intanto gli Amici delle Mura continuano con le loro attività, mirate in prevalenza agli anziani e alle scuole. (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera