Il presidio
Sfratto il 30 novembre per sei associazioni
L’Opera delle Mura ha stabilito la data in cui gli assegnatari non riconfermati degli spazi attualmente occupati dovranno lasciarli liberi. Ma loro non lo sanno
LUCCA. Termine ultimo: 30 novembre. Dal primo dicembre in poi le casermette destinate - in base all’esito del bando dell’Opera delle Mura - a un assegnatario diverso dall’inquilino attuale dovranno essere liberate, sgombrate, svuotate, a disposizione dei tecnici dell’ente per sopralluoghi e verifiche sulla struttura e sugli impianti. E per essere assegnate subito ai primi di gennaio al nuovo occupante.
Adesso la data è certa, annunciata dal presidente dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana e confermata dagli uffici dell’ente.
E questo significa che gli inquilini non riconfermati tempo un mese dovranno fare le valigie e lasciare le rispettive casermette: gli Amici delle Mura (con l’associazione La Focolaccia) la casermetta San Frediano, l’Associazione Carabinieri in congedo la casermetta Santa Croce, la Collezione Salotti la casermetta San Martino, il Centro studi delle Mura Urbane (Ciscu) la casermetta San Paolino, L’Ulci dalla casermetta San Paolino.
Una novità che probabilmente farà rimanere (ulteriormente) di stucco le associazioni e i centri di studio che già sapevano di essere destinati a traslocare ma finora in modo approssimativo. Anche perché, almeno per buona parte degli stessi, non risulta ancora, al momento, che abbiano ricevuto comunicazioni ufficiali sulla data di partenza obbligata.
Intanto slitta la pubblicazione sul sito dell’Opera delle Mura di tutti i progetti presentati e in lizza per l’assegnazione di una casermetta, ammessi ed esclusi. Alla presentazione degli esiti della gara quella della pubblicazione dei progetti era stata una promessa del presidente Biancalana. Che oggi spiega però, che «per poter pubblicare i singoli progetti abbiamo bisogno dei consensi dei rispettivi autori, per un motivo di privacy. Alcuni lo hanno già espresso, altri ancora no. Non appena li avremo tutti procederemo alla pubblicazione, ma non dei progetti interi, che in alcuni casi sono lunghissimi, ma di sintesi degli stessi».
Quanto agli esclusi, non risulta, conferma Biancalana, che ad oggi «sia arrivato alcun ricorso. Ci è stato richiesto un accesso agli atti, abbiamo già incontrato i richiedenti. Il fatto è che, in base al bando, l’esclusione poteva essere causata anche dalla mancanza di requisiti formali. Anche una virgola che manca, in questi casi, può essere determinante. Ad ogni modo, giudicare i progetti è stato compito della commissione, e il consiglio di amministrazione non è entrato nel merito».
«Adesso - continua il presidente dell’Opera delle Mura - stiamo incontrando gli assegnatari già definiti e quelli che lo risultano per punteggio ma che non hanno ottenuto lo spazio che volevano. Stiamo proponendo loro gli spazi rimasti (l’interno del baluardo San Colombano, il locale con accesso da via della Rosa e il locale a piano terra a Porta San Pietro). Quanto ai non confermati il termine per lasciare è il 30 novembre. I nuovi inquilini invece entreranno a gennaio. Dicembre sarà il mese in cui i nostri tecnici dovranno controllare se gli spazi lasciati liberi sono a norma. A dire il vero dovrebbero esserlo tutti quanti».
Entro un mese l’Opera delle Mura sarà in grado di definire anche gli estremi di un altro progetto a cui tiene molto: il recupero della biblioteca dell’Orto Botanico, libri del Cinquecento semidistrutti cinquant’anni fa dalle termiti. La biblioteca dovrebbe essere ospitata nella casermetta San Regolo nell’Orto Botanico. Il tetto distrutto da un albero caduto durante una tempesta di vento la scorsa primavera sarà recuperato nell’ambito dei lavori alle Mura urbane della Fondazione Crl.
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