Il Tirreno

Lucca

Polis al Comune Scontro totale con Italgas

di Luca Cinotti
Polis al Comune Scontro totale con Italgas

La Holding ora ha il 100% delle azioni Battaglia al Tar per la bonifica dello Steccone

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LUCCA. Da lunedì la totalità delle azioni della Polis è ritornata in mano alla Lucca Holding, la cassaforte del Comune di Lucca. Una manovra da tempo attesa, che servirà per velocizzare i progetti della società. Che - d’altra parte - si scontrano con i problemi di una delle due aree gestite, quella dello “steccone” a San Concordio: non sembra sbloccarsi, infatti, la querelle (anche legale) che contrappone l’Italgas (gruppo Snam) che ha posseduto il sito fino agli anni Settanta al Comune e alla Provincia sulla questione della bonifica.

Dal punto di vista societario ora la governance di Polis è assai più semplice: «Nel pomeriggio di ieri (lunedì per chi legge, ndr) - spiega l’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli - abbiamo perfezionato il passaggio dell’intero capitale sociale alla nostra azienda». La Holding possedeva già il 99,10% delle azioni e il restante 0,90 era diviso in parti uguali fra Camerca di commercio e Assindustria. Questo passaggio permetterà di modificare lo status di Polis in maniera assai più diretta, evitando i passaggi delle decisioni dai vari soci.

Fino a qualche tempo fa il futuro dell’azienda sembrava dovesse essere quello della Stu (società di trasformazione urbana), per portare avanti i progetti su Steccone e palestra Bacchettoni. Ma ora questo approdo non è più così certo: «Sono in corso valutazioni e riflessioni - spiega infatti l’assessore alle partecipate Giovanni Lemucchi - sia dal punto di vista tecnico che da quello politico. La materia è molto complessa, e ci sono anche aspetti critici sulle prospettive future di un’eventuale società di trasformazione urbana».

Altre analisi, dal punto di vista economico, sono state predisposte anche dalla Lucca Holding.

Al di là di questi aspetti formali, Lemucchi conferma che la Polis si occuperà di Steccone e Bacchettoni (oltre che della vendita di alcuni appartamenti residui agli Osservanti). Ma proprio sullo Steccone (dove il progetto sarà modificato rispetto a quello originale) si dovrà scontrare con l’opposizione feroce che Italgas ha “promesso” di fare in ogni sede sulla questione bonifica.

Lo scorso anno, infatti, la Provincia individuò Italgas e Comune come responsabili dell’inquinamento da idrocarburi nella zona della cosiddetta “cattedrale”: la prima per l’attività decennale di produzione di “gas di città”, la seconda per le operazione, tramite l’allora Gesa.Am. di rimozione degli impianti che non sarebbe stata portata avanti a regola d’arte.

Sia Comune che Italgas hanno presentato un ricorso al Tar contro il provvedimento di palazzo Ducale. La trattazione della causa davanti ai giudici amministrativi avrebbe dovuto aver luogo nei prossimi giorni, ma il trasferimento di un magistrato ha imposto la riassegnazione della causa: se ne riparlerà dunque fra qualche mese.

Nel frattempo, però, il Comune convocherà comunque una conferenza dei servizi per richiedere e valutare l’analisi di rischio e il progetto di bonifica dell’area. Un passaggio obbligato, visto che ci sono responsabili individuati dell’inquinamento. L’amministrazione comunale si troverà dunque nel doppio ruolo di responsabile del procedimento e di soggetto obbligato alla bonifica.

Un “conflitto di interessi” che comunque la Regione ha ritenuto non essere sufficiente per avocare a sé la gestione della pratica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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