Il Tirreno

Lucca

La protesta va avanti ma il rientro c’è

di Nadia Davini
La protesta va avanti ma il rientro c’è

Nonostante alcuni alunni della primaria di Saltocchio abbiano portato cibo da casa hanno usufruito del tempo pieno

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LUCCA. Panino sì o no? I genitori dell'istituto Lucca 5, in particolare le scuole primarie di Saltocchio e San Michele di Moriano, si stanno interrogando su come, e se, proseguire la protesta contro il servizio di mensa scolastica. Una decisione sofferta, perché, come dicono da più parti, «la dirigente ci ha messo gli uni contro gli altri e ora c’è chi ha paura e vorrebbe un'altra forma di mobilitazione». La decisione della dirigente Carla Reggiannini di sospendere il tempo pieno nelle due classi (seconda A e quinta B di Saltocchio) dove ancora non era cessato il “panino day”, non è passata inosservata. Decisione che, in realtà, è sfociata in un nulla di fatto: ieri, infatti, una quindicina di alunni si è comunque presentata a scuola con il pranzo preparato a casa. Stando a quanto scritto dalla Reggiannini, l'uscita sarebbe dovuta essere anticipata alle 12,30 per la seconda e alle 13 per la quinta. Ma ieri nessun genitore si è presentato al portone a quell'ora e nessun bambino, ovviamente, è stato lasciato fuori dall'istituto. «Non avrebbero potuto farlo - spiega Marianna Ferraro, una delle rappresentanti dei genitori in protesta - tuttavia mi risulta che ieri i bambini di quinta siano stati lasciati in classe a disegnare nelle ore pomeridiane. Cioè non hanno fatto lezione: sono rimasti a scuola, parcheggiati in aula, senza svolgere la didattica. E credo che questo non vada bene».

«La dirigente non può da sola modificare l'orario scolastico - incalza Federica Puccinelli della scuola di San Michele di Moriano - anche perché l'orario è parte integrante dell'offerta formativa che ogni istituto propone alle famiglie». Una situazione di stallo che non fa bene a nessuno, tant'è che i genitori non sono più così convinti di portare avanti il panino day. «C'è tensione fra chi protesta e chi no - continua Ferraro - il nostro obiettivo è cambiare le cose in meglio, non per forza attraverso il panino day. Se questa forma di protesta spaventa, possiamo adottarne altre: per noi è importante arrivare alla definizione di un servizio di ristorazione scolastica che soddisfi i nostri figli. Nessuno chiede piatti particolari o pretende che il cibo della mensa sia uguale ma molti bambini saltano i pasti ed è tanto il cibo che viene buttato via». Quello della qualità che potrebbe essere migliorata è un pensiero che accomuna tutti gli 80 genitori che lunedì sera hanno partecipato all'assemblea pubblica a Saltocchio. Così Annamaria Lunardi, un'altra mamma che ha il figlio a San Michele di Moriano. «Non è un problema solo economico. Sono anni che diciamo che il cibo non è buono ma nessuno ci ascolta». L'obiettivo è chiaro: migliorare il menù. Sì, ma come? La domanda rimbalza per l'intera serata, alla fine la scelta del panino day sembra piacere solo alla minoranza dei genitori. Trova molti più consensi, invece, la possibilità di costituirsi in comitato, con l'obiettivo di diventare l'interlocutore privilegiato del comune, dell'ufficio mensa e della ditta Del Monte, che gestisce il centro unico di preparazione pasti, nella definizione dei piatti settimanali. «Pur rispettandola, credo che la protesta del panino sia inefficace - ha commentato Simona Fulceri, rappresentante dei genitori di seconda A della scuola primaria di Saltocchio - anche perché coinvolge direttamente i bambini, quando invece sarebbe più opportuno restasse un argomento di discussione tra i genitori e la scuola». Tra le proposte da valutare anche la possibilità di recarsi ogni giorno a mensa, tutti i genitori a turno, e controllare il cibo servito: non più, quindi, soltanto attraverso le commissioni mensa - organi formati dai genitori e preposti alla valutazione dei piatti - ma arbitrariamente e a cadenza quotidiana.

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