Il Tirreno

Lucca

Doccia fredda dell’Enel sul lago di Vagli

Doccia fredda dell’Enel sul lago di Vagli

Presto le operazioni di reinvaso, già a metà novembre il livello dell’acqua tornerà quello attuale

2 MINUTI DI LETTURA





VAGLI. Nuova nota di Enel sul lago di Vagli. È la seconda volta che l’azienda interviene ufficialmente nel giro di poche settimane, visto che il bacino è al centro dell’opinione pubblica a seguito della speranza di vederlo nuovamente vuoto per riportare alla luce il paese sommerso di Fabbriche di Careggine.

In riferimento alle operazioni in corso presso l’invaso di Vagli, Enel precisa che non si tratta di uno svaso completo ma solo di un ordinario abbassamento del livello delle acque all’interno delle quote di normale regolazione.

Le modalità di azione e i tempi sono stati concordati con l’Autorità di Bacino del fiume Serchio e con la Provincia di Lucca, tenendo anche conto delle esigenze di idraulicità del corso d’acqua, e sono finalizzate al controllo di routine delle prese di griglia superficiali su cui nei prossimi giorni saranno eseguite anche alcune opere di manutenzione.

Seguirà il reinvaso delle acque che in questo periodo autunnale si ipotizza possa completarsi entro la metà di novembre.

Dunque la speranza - o forse l’illusione - che il bacino apuano stesse andando verso uno svuotamento totale, permettendo così di percorrere le strade sommerse dall’acqua di Fabbriche di Careggine, sembra dissolversi.

Rimane da vedere se avrà un qualche seguito l’azione che ormai da molto tempo è in atto ad opera del primo cittadino di Vagli, Mario Puglia, che chiede a Enel di svuotare il bacino, possibilmente per l’estate del prossimo anno. Una richiesta che nelle scorse settimane era stata caldeggiata anche dal sindaco di Careggine Mario Puppa, il quale aveva sottolineato come l’abbassamento delle acque di questo periodo potesse dimostrare la sostenibilità di uno svuotamento totale.

Ipotesi che, però, lascia fredda, anzi freddissima, Enel. Difficile dunque immaginare una retromarcia, ancora in tempi brevi. E difficile immaginare una replica di quanto avvenne nel 1994, con un milione di persone che salì in Garfagnana per visitare il paese sommerso. (l.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera