Meteo
Troppe morti bianche incidenti gravi in crescita
Sedici decessi in 10 anni, compresi i due degli ultimi giorni: tendenza in aumento Corrono maggiori rischi i soggetti addetti alle operazioni di manutenzione
LUCCA. È stata una settimana terribile per gli infortuni sul lavoro. In quattro giorni ci sono stati due incidenti gravi (allo scatolificio del Turchetto e alla Kme) e due morti: Ronni Lombardi, deceduto alla Toscopaper, sotto il carrello elevatore a cui stava facendo la manutenzione; Kristian Paloka, 24 anni, morto in moto sulla via del Brennero. Anche lui rientra in questa macabra statistica dato che al momento dell’incidente stava andando a lavoro alla Caffetteria Turandot, e pertanto, secondo i criteri dell’Inail, il suo è da considerare infortunio in itinere.
Una situazione che spinge a una riflessione seria sul tema della sicurezza. Una riflessione che per essere svolta con criterio non può prescindere dai dati registrati dall’Asl e dall’Inail. «Gli infortuni gravi e mortali accaduti durante l'anno e quelli venuti alla ribalta nei giorni scorsi, testimoniano di un fenomeno che al di là degli andamenti tendenziali degli ultimi anni, è ancora ben lungi dal dirsi sconfitto». Lo evidenziano il responsabile dell'unità funzionale Prevenzione e Igiene nei Luoghi di Lavoro Franco Becarelli e la responsabile della struttura complessa di Medicina del Lavoro Maria Grazia Roselli, che fanno il punto della situazione.
I dati Inail, in buon accordo con quelli rilevabili attraverso il flusso informativo generato dai referti del Pronto soccorso, mostrano una diminuzione del numero complessivo degli infortuni. Tuttavia, a partire dal 2014, si registra un incremento degli infortuni più gravi, cioè quelli con prognosi uguale o maggiore di 30 giorni.Anche gli infortuni in itinere, ovvero quelli che accadono nel tragitto casa-lavoro, sono in significativo aumento. L’ultimo, appunto è quello di Paloka.
I comparti maggiormente interessati appaiono l'edilizia (6 mortali tra il 2004 e il 2014), l'agricoltura (5 mortali), metalmeccanico-metallurgico e il cartario-cartotecnico. Non si sono verificati significativi eventi nel comparto estrattivo, sebbene lo stesso non ne sia rimasto del tutto esente.
I grafici tendenziali dell'Inail, disponibili fino al 2013, come detto, evidenziano una diminuzione del numero di infortuni sul lavoro, che è legata solo in parte al calo dell'occupazione. Infatti a diminuire costantemente è anche il tasso degli infortuni, vale a dire un valore che tiene conto anche del numero di lavoratori occupati.
«Questa situazione – spiegano dall’Asl – andrà esaminata con attenzione per capire meglio, non soltanto le dinamiche di accadimento e le relative responsabilità, ma la qualità dell'approccio alle problematiche di sicurezza, che la normativa vigente vuole basato su una precisa ed approfondita valutazione dei rischi. Approccio che presumibilmente è più efficace in presenza di attività e mansioni ben definite all'interno dell'organizzazione aziendale, mentre possono sfuggire nel caso di operazioni di manutenzione o in situazioni eccezionali e quindi non attentamente valutate in via preventiva».
È quello che sembra emergere dagli eventi più gravi di quest'anno. In effetti fra le modalità di accadimento più frequenti di infortuni gravi e mortali ci sono gli interventi sulle coperture, spesso con sfondamento di tetti non portanti.
Un'altra dinamica che sta assumendo sempre più importanza è l'investimento da parte di alberi o fronde negli addetti alla selvicoltura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google