Il Tirreno

Lucca

Protesta del panino, la preside sospende i rientri pomeridiani

Carla Reggiannini invia una nuova circolare ai genitori La decisione riguarda due classi della scuola di Saltocchio

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LUCCA. Detto, fatto. La dirigente scolastica del circolo 5 di Lucca, Carla Reggiannini, è passata all’azione e con una circolare inviata ieri informa i genitori che da martedì 13 ottobre le classi delle scuole primarie del morianese che ancora portano avanti la protesta del panino, non effettueranno il rientro pomeridiano.

«Ho notato che l’iniziativa si è parecchio ridotta - si legge nella circolare firmata dalla Reggiannini - interessando solo due scuole primarie, di cui Saltocchio con solo due classi e un numero totale di 10 alunni che hanno consumato il pranzo portato da casa».

A uscire da scuola alle 12,30, saranno quindi la seconda A e la quinta A della primaria di Saltocchio, le due classi che ancora stanno portando avanti la protesta.

La circolare della preside però, specifica anche che «qualora per nessun alunno fosse messo in atto il panino-day, la mensa potrà avere luogo regolarmente, anche a fronte di alunni portati a casa per pranzo».

La decisione presa da Carla Reggiannini era stata già annunciata in una precedente circolare, inviata anche all’amministrazione comunale, agli insegnanti e all’ufficio mensa, con la quale la dirigente scolastica aveva informato le famiglie che se la protesta del panino non si fosse placata, avrebbe sospeso i rientri pomeridiani a partire appunto da martedì 13 ottobre.

Un provvedimento che la preside aveva definito «chiaro e legittimo ma soprattutto inevitabile visto i disagi che questo tipo di protesta stava creando nelle scuole».

Un concetto che la dirigente scolastica mette nero su bianco anche su questa nuova circolare. «È una disposizione che mi vedo costretta ad assumere - si legge ancora nella comunicazione inviata ieri ai genitori - nell’interesse di tutti gli alunni, nessuno escluso, e senza alcun intento di limitare un’azione di protesta che può trovare espressione adeguata nelle sedi consone e con i soggetti deputati».

Immediata la risposta dei genitori che sul gruppo Facebook “Protesta caro mensa” hanno postato diversi commenti sulla decisione presa dalla dirigente, definita «un abuso di potere».

I genitori infatti, sostengono che questo atto sia un «limite alla libertà di pensiero» e dai loro interventi non sembra che siano intenzionati a bloccare la protesta per un servizio mensa che secondo loro è «carente dal punto di vista qualitativo rispetto al costo».

Federica Scintu

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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