Il presidio
Olio e carta, bene i distretti della lucchesia
Bene cartario e olio, male il calzaturiero. È il bilancio delle esportazioni dei distretti lucchesi nel primo semestre del 2015 stilato, per tutte le realtà della regione, dalla direzione studi e...
Bene cartario e olio, male il calzaturiero. È il bilancio delle esportazioni dei distretti lucchesi nel primo semestre del 2015 stilato, per tutte le realtà della regione, dalla direzione studi e ricerche di Intesa San Paolo per la Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia. Complessivamente, le esportazioni dei distretti industriali toscani mostrano una accelerazione registrando una crescita del 7,1% (pari a quasi 225 milioni di euro aggiuntivi), in linea con la media dei distretti italiani. Spiccano in particolare i Vini del Chianti (+37,7%) e l'Olio di Lucca (+25%) che hanno beneficiato delle straordinarie performance registrate sul mercato degli Stati Uniti, il Cartario di Capannori (+24,7%) con una crescita a due cifre su tutte le principali mete europee, il Tessile e abbigliamento di Arezzo (+12,1%), con incrementi a doppia cifra sperimentati soprattutto in Francia, Hong Kong e Stati Uniti. L'analisi evidenzia incrementi diffusi alla maggior parte delle realtà distrettuali che portano la regione a totalizzare 3,4 miliardi di euro di export. Arretrano invece le Calzature di Lucca (-6,4%) e rimangono in territorio negativo l'Olio di Firenze (-4,3%) e il Florivivaistico di Pistoia (-0,7%). Anche nel secondo trimestre del 2015 si confermano le difficoltà per una importante realtà distrettuale, la Concia e calzature di S. Croce sull'Arno (-4,7%), che accusa cali di export su quasi tutti i principali sbocchi di riferimento e, in particolare, sul mercato europeo (Francia, Spagna, Germania).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
