Il Tirreno

Lucca

Morto in moto, c’è un indagato

di Luca Tronchetti
Morto in moto, c’è un indagato

È il conducente del furgoncino Renault. Oggi alle 16 alla chiesa di Marlia i funerali del giovane barista

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LUCCA. C’è un indagato per la morte del giovane barista dipendente della Caffetteria Turandot di piazza San Michele. La procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo Pietro Della Santa, 51 anni, residente a Marlia. Si tratta del conducente del furgoncino Renault a cui era stato agganciato un carrellino con all’interno il materiale per partecipare a una gara di kart in programma domenica mattina a Cecina. Stando ai primi accertamenti della polizia stradale - che ha inviato un’informativa al sostituto procuratore Aldo Ingangi - il motociclista si sarebbe schiantato contro la parte posteriore sinistra del furgone che non si era ancora completamente immesso sulla via del Brennero. In sostanza stando all’accusa vi sarebbe una percentuale di responsabilità anche del guidatore del furgone Renault che, pur convinto di aver controllato sia a destra che a sinistra, si sarebbe immesso sulla via del Brennero svoltando a sinistra verso Lucca proprio mentre in lontananza sopraggiungeva a velocità eccessiva Kristian Paloka, 24 anni, origini albanesi, ma da tempo residente con la madre e alcuni fratelli a Marlia. Un impatto violentissimo che non avrebbe lasciato scampo al centauro letteralmente «volato» assieme alla moto sopra il poggio che costeggia la carreggiata per poi nell’impatto con il terreno essere catapultato sull’asfalto del Brennero.

I funerali. Uno dei medici legali in servizio all’Asl ha eseguito l’esame esterno sui poveri resti del giovane barista e nella mattinata di ieri il pm Aldo Ingangi ha dato il nullaosta per la celebrazione dei funerali. Si terranno oggi alle 16 nella chiesa parrocchiale di Marlia. Alle esequie, oltre ai congiunti, interverranno gli amici della Caffetteria Turandot che proprio venerdì sera erano usciti con Kristian per una cena in allegria scattando numerose foto e i tanti conoscenti che ne apprezzavano la generosità, l’umanità e la fatica quotidiana sul lavoro.

Il presentimento. Quella tragica mattina di domenica, Kristian doveva andare alla Caffetteria di piazza San Michele. Lo aspettavano il titolare del bar e gli altri colleghi in turno. Vista la bella giornata di sole aveva deciso di prendere la sua moto, una Honda 700. Ma aveva difficoltà nella messa in moto. Era in ritardo e la madre gli aveva consigliato di prendere la macchina. Come un presentimento che quella motocicletta che faceva le bizze potesse causargli un guaio.

Gli amici del Villaggio. «Un grande e instancabile lavoratore e un ragazzo serio e perbene di quelli che non diceva mai di no ed era sempre pronto a rimboccarsi le maniche» lo ricorda Piero Pacini, della rinomata gelateria di piazza San Michele. Lui e altri commercianti, in prima fila Besnir, il datore di lavoro, parteciperanno oggi ai funerali. Kristian era nato a Scutari in Albania e per diverso tempo era stato ospite del Villaggio del Fanciullo. «Per noi è un dolore molto forte» sottolinea don Diomede Caselli, l’anima della struttura sul baluardo San Pietro. E anche il Villaggio sarà presente alle esequie funebri.

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