Meteo
Kme, dal rame alle piante coltivate in acqua
Annuncio choc dell’azienda. Stop alla produzione metallurgica, il sito di Fornaci di Barga sarà riconvertito nel più grande stabilimento europeo di agricoltura idroponica. Salvi 400 posti di lavoro. Il sindacato annuncia lo sciopero
È la fine di un’epoca. La Kme, dal prossimo anno, terminerà la produzione di rame. La notizia, che arriva proprio nell’anno del centenario dell’ex Smi, è stata annunciata nell'incontro avuto oggi, martedì 13 ottobre, con il coordinamento nazionale Fim-Fiom-Uilm. Il gruppo presieduto da Vincenzo Manes, presente alla riunione, ha però annunciato un reinsediamento produttivo capace di rioccupare tutti, o comunque la maggioranza, degli attuali 600 lavoratori: il rame sarà sostituito dalla coltivazione idroponica, la coltivazione e la produzione di piante nell'acqua.
Il coordinamento esprime innanzitutto la propria contrarietà per quanto riguarda la perdita di un sito industriale importante come quello di Fornaci di Barga, allo stesso tempo esprime cautela sul progetto di rideversificazione così come illustrato che, seppur elemento positivo. Sono state calendarizzate altre date per il prosieguo della trattativa tesa al raggiungimento di un accordo complessivo che, a partire dalla diversificazione del sito di Fornaci, affronti il tema del ruolo del centro direzionale di Firenze, delle officine Lime così come il futuro dello stabilimento di Serravalle Scrivia.
Kme spiega, da parte sua, che si tratta di realizzare il «più grande stabilimento europeo di agricoltura idroponica».
Il gruppo di Vincenzo Manes «ha sostenuto negli ultimi 10 anni perdite in Italia pari a oltre 200 milioni di euro ed effettuato investimenti per 130 milioni» con la produzione del rame.
Secondo quanto spiega la nota della società, a Fornaci (la cui produzione, laminati e prodotti speciali, sarà trasferita in Germania «per ottimizzare la capacità produttiva») verrà realizzato, su un'area di 40 ettari, «un impianto idroponico che impiegherà a regime 400 dipendenti con un investimento previsto di 50/60 milioni di euro nell'arco di tre anni».
E' previsto poi lo sviluppo, continua la nota, della Dynamo Social Valley a Campo Tizzoro, in stretto collegamento con le attività di Dynamo, "per la realizzazione nell'arco di tre anni di un polo di diffusione di imprese sociali dedicate a progetti di sostenibilità ambientale, salvaguardia del territorio e inclusione sociale".
Mercoledì 14 ottobre si terranno le prime assemblee informative in sciopero per la durata di un'ora e mezza nello stabilimento di Fornaci di Barga. Seguiranno assemblee anche negli altri siti. Il coordinamento si è riservato eventuali ulteriori momenti di mobilitazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
