Il Tirreno

Lucca

Impianto Piteglio, slitta la decisione di Ascit

Cosea ha chiesto una proroga per fornire ulteriori documenti ai soggetti interessati all’acquisto

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CAPANNORI. Slitta la decisione di Ascit sull'acquisto delle quote di maggioranza dell'impianto di compostaggio di Piteglio, sulla montagna pistoiese. Il motivo? A spiegarlo è il presidente dell'azienda partecipata di Capannori, Maurizio Gatti. «Il soggetto pubblico della società di gestione che ha messo in vendita le sue quote (Cosea, ndr) ha chiesto una proroga per fornire ulteriori documenti agli offerenti senza i quali non possiamo procedere ad una valutazione generale. Dopodiché la questione sarà sottoposta ai comuni soci di Ascit per decidere se formulare un'offerta di acquisto ed investire su questa struttura». Il termine per formulare una proposta economica scade il 15 ottobre, ma a questo punto ci sarà da attendere ancora qualche giorno. Poi i comuni soci di Ascit, documenti alla mano, dopo una serie di verifiche tecniche e contabili, valuteranno i vantaggi di questa operazione che andrebbe a colmare una carenza storica, ovvero la mancata realizzazione di un impianto di compostaggio che chiude il ciclo dei rifiuti.

Capannori però non è solo. Altri due soggetti si sono fatti avanti per l'impianto di compostaggio situato al confine con Bagni di Lucca. Un'ipotesi, quella dell'interessamento di Capannori per questa struttura, che il sindaco Luca Menesini, aveva anticipato circa un mese fa al Tirreno. Intanto da parte di Ascit, su mandato del Comune di Capannori (socio di maggioranza di Ascit) e degli altri comuni-soci dell'azienda consortile, è stato compiuto il primo passo, con una manifestazione di interesse per accedere gli atti e ai documenti relativi all'impianto in grado di trattare oltre 30mila tonnellate di rifiuti organici, ovvero la frazione di umido proveniente della raccolta differenziata. Una volta completata la documentazione sull'impianto inizierà una fase di approfondimento per procedere a un'esame di fattibilità tecnica e finanziaria per capire se questo impianto può essere adatto alle esigenze di Capannori che vuole provare ad avere il “suo” impianto di compostaggio, previsto anche dal piano provinciale. Ma che non è mai stato realizzato per le diatribe e le divisioni sulla localizzazione. Una contraddizione con le percentuali di raccolta differenziata della Piana, che sono tra le più alte in Italia. Altrimenti, se questa ipotesi dovesse sfumare, l'altra strada sarà l'impianto della Geofor in Valdera, di prossima realizzazione, che dovrebbe servire l'intera Ato costa.

Nicola Nucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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