Il Tirreno

Lucca

Dà fuoco al materasso, detenuto salvato dalle guardie carcerarie

Il carcere San Giorgio
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Il carcere San Giorgio

Fuoco e fumo al penitenziario San Giorgio, dove un detenuto italiano ha dato vita a una singolare e pericolosa forma di protesta

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LUCCA. Dà fuoco al materasso e alle coperte della sua cella e viene salvato dalle guardie carcerarie. Altro brutto episodio al penitenziario san Giorgio di Lucca. Nel primo pomeriggio di martedì 13 ottobre, un detenuto di nazionalità italiana, in passato destinatario di due Tso, ha dato luogo a una forma di protesta che poteva costargli la vita. Ecco il resoconto di Donato Capece, segretario generale del Sappe, in sindacato della polizia penitenziaria: “Nelle prime ore del pomeriggio, il detenuto ha dato fuoco al materasso, alle coperte e al televisore per protesta non si è capito bene contro chi e cosa. Parliamo di un soggetto destinatario di ben due Tso, che ha tentato il suicidio, ha posto in essere atti di autolesionismo ed ha evidenti problemi psichiatrici. I baschi azzurri hanno impedito che la situazione degenerasse ma è chiaro che nelle carceri toscane la situazione è diventata allarmante per la polizia penitenziaria, che paga pesantemente  in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici”.

Il segretario regionale Sappe della Toscana, Pasquale Salemme, tira un sospiro di sollievo “per l’ennesima tragedia evitata dal coraggio e dalla professionalità degli uomini del Reparto di Polizia penitenziaria di Lucca” e cita gli episodi critici accaduti nel carcere toscano negli ultimi tempo: “Decine di colleghi, in diverse occasioni, sono stati aggrediti da detenuti. E questo nell’indifferenza generale, specie di chi è convinto che i poliziotti penitenziari sono evidentemente ‘carne da macelllo’. Ora basta, però! Il personale in servizio a Lucca non può pagare lo scotto di questa diffusa e pericolosa inadempienza istituzionale”.

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