Il presidio
La statale della morte si prende sette vite in diciotto mesi
LUCCA. Una scia di morte senza fine. Ripercorrendo l’ultimo anno e mezzo i fatti parlano chiari: oltre a quella di Kristian Paloka sono tante, troppe le vite spezzate su questa arteria. È il 19...
LUCCA. Una scia di morte senza fine. Ripercorrendo l’ultimo anno e mezzo i fatti parlano chiari: oltre a quella di Kristian Paloka sono tante, troppe le vite spezzate su questa arteria.
È il 19 maggio 2014 quando Alteo Dini di 80 anni residente a Cune di Borgo a Mozzano saluta sua moglie, la mattina presto. Sale nella sua Y10 e si dirige verso Lucca. Ma il suo viaggio termina in una delle gallerie della variante di Ponte a Moriano, vittima di un frontale contro un mezzo pesante.
Una settimana dopo, il 26 maggio, sempre il Brennero, in località Chifenti all’altezza della discoteca Jo-Jo è teatro della mortedi un pensionato settantenne di Calci. Si chiamava Luigi Coli: a bordo del suo Suzuky Jimmy finì contro un muretto di contenimento.
Il 6 luglio 2014 un’altra tragedia sul Brennero: in un incidente muore Alice Bernardi, 28 anni di San Giuliano. La ragazza era in sella alla moto guidata dal suo fidanzato. Lo scontro fatale avviene sul Brennero all’altezza del Piaggiore: la moto entra in collisione frontale con un’auto in prossimità di una curva.
La notte di San Valentino 2015 un altro tributo di sangue sulla via del Brennero: a perdere la vita è Lauretta Daviddi, 66 anni, cuoca al ristorante Erasmo di Ponte a Moriano: la sua vita si conclude sulla strada all’altezza dell’Italvetro vicino Anchiano.
La notte precedente, sul Brennero, mentre la pioggia cade copiosa, un’altra vittima: Jacopo Pantaleoni, studente marliese di 24 anni, morto sulla sua auto in località La Fraga.
Siamo al 20 giugno 2015: la vita di Davide Boesso, motociclista di 39 anni, residente a Pescia, si spezza a Ponte Diana, via del Brennero, territorio di Bagni di Lucca: a tradirlo è una curva, dove perde il controllo della sua Gilera.
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