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Il sogno spezzato del ragazzo venuto dall’Albania
Colleghi disperati, il bar è rimasto chiuso per lutto A maggio aveva programmato il matrimonio
LUCCA. Sulla vetrina della caffetteria Turandot, in piazza San Michele, le tantissime persone impegnate ieri nello “struscio” domenicale hanno visto un cartello con tre parole: “Chiuso per lutto”. Perché per chi lavora nel bar Kristian era ormai uno di famiglia, una persona alla quale voler bene.
«Mi domanda se era un bravo lavortore? Era più che bravo», spiega Besnir, un suo collega, la voce rotta dalla commozione.
Quella di Kristian era la storia di tanti ragazzi venuti dall’Albania che sono riusciti a integrarsi nel tessuto della nostra città. A maggio - beffa atroce del destino - avrebbe dovuto finalmente sposarsi. E invece lascia nel dolore, oltre alla fidanzata, la madre, due sorelle e un fratello, che vivono con lui nella casa di Marlia.
Kristian era nato a Scutari (Shkodër nella lingua locale), importante città nel nord ovest dell’Albania. «Lui era arrivato non nelle primissime ondate dei migranti da quel Paese, ma in quelle immediatamente successive», ricorda don Diomede Caselli, anima da decenni del Villaggio del Fanciullo. Kristian, infatti, per un periodo era stato ospite della struttura sul baluardo San Pietro: «L’abbiamo avuto con noi per diverso tempo - continua don Diomede - ma era già un bel po’ che era uscito. Per noi è un dolore molto grande».
Kristian aveva trovata la propria strada. Appena maggiorenne aveva cominciato a lavorare presso il bar Turandot, conquistandosi in breve la simpatia dei colleghi e dei clienti. E ormai da oltre sei anni ogni giorno arrivava in piazza San Michele.
Ieri, purtroppo, non è stato così. Kristian aveva il turno di mattina. E proprio i colleghi si sono preoccupati quando hanno visto che i minuti passavano e lui non entrava dalla porta d’ingresso. Credendo fosse rimasto addormentato hanno chiamato casa. I familiari si sono subito allarmati, visto che l’avevano sentito uscire. Hanno cominciato a chiamare l’ospedale, ma dopo poco è arrivata una pattuglia della stradale a portare la tragica notizia.
Ora parenti e amici attendono che gli inquirenti rendano loro la salma per poter salutare per l’ultima volta Kristian. (l.c.)
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