Il Tirreno

Lucca

C’è un indagato per la morte di Ronni

di Federica Scintu
C’è un indagato per la morte di Ronni

È il legale rappresentante della Vecar, ditta per la quale lavorava il tecnico morto venerdì schiacciato dal peso del muletto

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LUCCA. Parlano di lui a bassa voce, gli occhi rivolti verso la sua casa, ora silenziosa e carica di disperazione. Poche parole, interrotte da qualche lacrima per quel «vicino buono» che la sera, finito il lavoro, aveva un unico pensiero: tornare dalla sua famiglia.

Ma un terribile incidente, avvenuto nel piazzale della Toscopaper a Saltocchio, ha interrotto per sempre questa dolce routine. Ronni, tecnico addetto alle riparazioni, dipendente della ditta Vecar di Santa Croce, che avrebbe compiuto 57 anni tra pochi giorni, ha perso la vita mentre si trovava al lavoro, schiacciato dal peso di un muletto che non gli ha permesso di fare più ritorno a casa.

Il legale rappresentante della Vecar è stato iscritto nel registro degli indagati: si tratta di un atto dovuto. La procura adesso avrà il compito di accertare cosa sia accaduto su quel piazzale della Toscopaper, se il materiale con cui la vittima stava lavorando fosse idoneo e le norme sulla sicurezza siano state rispettate.

Ronni Lombardi abitava con la moglie, Catia Maria Amansi, dipendente delle Poste a Lucca, il figlio Federico di 25 anni e l’anziana suocera in una traversa di via Sant’Alessio, all’altezza dell’enoteca Bonini, a Monte San Quirico.

Si era trasferito in questa frazione da molti anni ormai, quando aveva deciso di lasciare Tempagnano, dove era nato e dove aveva iniziato a fare il meccanico lavorando nell’officina del padre.

«Quando abbiamo visto i carabinieri davanti alla sua casa - raccontano alcuni vicini - abbiamo capito che era successo qualcosa ma abbiamo pensato a un furto o a una rapina ma non potevamo immaginare che fosse successa una tragedia del genere».

Uno dei vicini ripensa a quando, solo pochi giorni fa, l’aveva visto sotto casa: «La mattina partivamo con lo scooter insieme per andare al lavoro - racconta - oppure lo incontravo quando usciva a portare fuori il cane. E ora non c’è più, non ci posso credere».

Anche il titolare dell’enoteca di via Sant’Alessio, Antonio Bonini, conosceva bene Ronni Lombardi: «Veniva qui al mio negozio e poi ci vedevamo al bar. Mi capitava di incontrarlo tutti i giorni anche perché abitava poco lontano da qui e prima di trasferirsi nella traversa di via Sant’Alessio abitava dall’altro lato della strada quindi a Monte San Quirico tutti lo conoscevano. Era un gran lavoratore e il figlio si era laureato solo una settimana fa».

Ma la notizia della morte di Ronni Lombardi ha lasciato sgomenti anche i titolari dell’osteria del Bamboro, che da tanto tempo avevano stretto un forte legame.

«Ronni e Catia erano una coppia molto affiatata - raccontano sconvolti i titolari dell’osteria - una bella famiglia. Federico è cresciuto insieme ai nostri figli. Pochi giorni fa si è laureato in giurisprudenza e stasera (ndr. sabato 10 ottobre) ci sarebbe dovuta essere la festa con gli amici. Di Ronni ricordo che era un uomo sempre molto disponibile e calmo, che si adattava facilmente alle situazioni. Non possiamo credere che gli sia capitata una disgrazia simile».

Intanto non si ferma il via vai di parenti e amici della famiglia Lombardi all’obitorio dell’ospedale Campo di Marte di Lucca. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria che al momento ha previsto per lunedì un esame esterno del corpo che sarà effettuato da un medico legale dell’Asl 2 di Lucca.

Ancora da definire invece la data dei funerali, che si terranno probabilmente non prima di martedì o mercoledì.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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