Il Tirreno

Lucca

L’idea di Colombini «Farò un festival su Puccini al Giglio»

di Rossella Lucchesi

Annuncio a sorpresa dell’organizzatore al Lubec In scena cinque opere. «I finanziamenti? Già trovati»

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LUCCA. Si chiamerà Puccini World e sarà un vero festival pucciniano con la rappresentazione di almeno quattro opere del Maestro: Bohème, Tosca, Madama Butterfly e Turandot, sicuramente. E forse anche Manon Lescaut. Tutto nell’arco di due mesi e con tre repliche per ciascuna recita, per una rassegna già programmata per una durata decennale. La grande novità è che gli spettacoli si svolgeranno al teatro del Giglio di Lucca e non saranno organizzati dallo stesso, ma da Puccini e la sua Lucca Festival.

È Andrea Colombini, presidente e direttore artistico del sodalizio che dal 2004 propone quasi ogni giorno spettacoli prevalentemente dedicati alle opere di Giacomo Puccini, a svelare in anteprima il progetto nell’ambito di una conferenza organizzata da LuBec, alla quale hanno partecipato esponenti del mondo musicale insieme al sindaco Alessandro Tambellini, rimasti praticamente di sasso nell’apprendere la notizia.

Arrivata come un ciclone al termine dell’incontro. «Era l’ora che Lucca si decidesse a omaggiare come si deve il suo figlio più celebre. E con un cartellone degno dei palcoscenici più prestigiosi, esordisce Colombini, assolutamente non inferiore a quello di Torre del Lago».

Colombini punta a un progetto che dovrebbe andare in scena tra gennaio e febbraio 2017 coinvolgendo oltre 500 persone tra artisti, maestranze e musicisti, mentre sono già stati presi accordi per scene e costumi.

«Tutti grandi professionisti - prosegue Colombini - per contribuire a “risvegliare” Lucca da quel torpore che la attanaglia da troppo tempo, finalmente con un festival interamente dedicato all’operista più eseguito al mondo, al quale la sua città finora non ha reso i giusti meriti».

Quanto ai costi «nessun problema, ci sono già i finanziatori» dichiara Colombini, precisando che pagherà regolarmente l’affitto dovuto al teatro del Giglio. E poi le opere, una volta messe in scena, diventeranno patrimonio del teatro e potranno essere ripetute e rivendute.

Una sorpresa per le istituzioni lucchesi che adesso dovranno fare i conti con una nuova realtà che - se andrà in porto - rischia di mettere in ombra molti progetti. Ma Andrea Colombini non vuole emarginare nessuno e si dice aperto a qualsiasi tipo di collaborazione con gli enti lucchesi preposti «perché Puccini è di tutti».

Il sindaco Tambellini, tra l’altro presidente anche della Fondazione Puccini, sembra pronto ad aprire un dialogo.

«Nel segno di Puccini» puntualizza Colombini che poi illustra il “pacchetto” per intero. Oltre alle opere sono programmati cinque concerti lirico-sinfonici, una serata particolare a Carnevale e un concerto di musica sacra pucciniana. Ma anche un corso di formazione per voci pucciniane che Colombini vorrebbe organizzare in collaborazione con il Boccherini.

Dulcis in fundo, sarà riproposta (e arricchita) la mostra di costumi di scena delle opere pucciniane proposta lo scorso anno al Giglio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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