Il presidio
Dai numeri primi timidi segnali di ripresa
Presentato il rapporto Cna per il 2014: male edilizia e servizi, bene il metalmeccanico, ma la tendenza è incoraggiante
LUCCA. Il... “segno meno” domina ancora, ma, nonostante questo, in quei numeri, anche in alcuni di quelli preceduti da quel bruto trattino orizzontale, si possono trovare dei segnali incoraggianti. Sono quelli che emergono da “Trend”, il rapporto consuntivo 2014 sull’andamento dell’artigianato nella Provincia di Lucca. All’interno una serie di numeri, cifre apparentemente fredde ma che in realtà descrivono qualcosa di ben reale: le vite di migliaia di aziende, piccoli imprenditori e dipendenti il cui destino è legato a quei numeri.
Il rapporto è stato presentato ieri mattina in Camera di Commercio da Andrea Manuelli della Local Global Sas (la società che lo ha elaborato), e dal presidente e dal direttore della Cna Andrea Giannecchini e Stephano Tesi. pPresente all’incontro anche Ademaro Cordoni per la Camera di Commercio.
L’analisi descrive il quadro locale delle attività fino a 10 dipendenti, per cercare di capire dove sta andando la piccola impresa lucchese. A livello nazionale, come ha spiegato in apertura Giannecchini, si notano segnali di ripresa: «Cresce il Pil dopo una perdita di 10 punti, riprendono i consumi delle famiglie, si registra un aumento dell’occupazione e, soprattutto, c’è una ripresa sensibile degli investimenti». Questo a “livello Italia”, e a “livello Lucca” cosa accade? A questa domanda, soprattutto facendo un paragone tra 2013 e 2014, prova a rispondere la ricerca “Trend” e, tra luci e ombre, come detto si intravede qualche segnale positivo. Il primo numero fornito può essere catalogato tra le “ombre”, ed è quello del fatturato, passato dai 938 milioni di euro del del 2013 agli 885 del 2014, con un calo del 5,7%, più sensibile di quello fatto registrare a livello regionale (-4,4%). Diminuiscono fortemente anche i consumi delle aziende (l’8,7% in meno, in Toscana siamo al -5,7%), dato che superficialmente potrebbe sembrare positivo (un’azienda meno consuma, per esempio in energia, meno spende), ma non è così: si tratta di un indicatore di produzione rallentata. Ma poi passiamo alle prime “luci”: il dato sulle retribuzioni, che , seppur di poco, è positivo (+0,8%, contro il -5,1% toscano), ma soprattuto il dato sugli investimenti. Se in Toscana, complessivamente, si è registrato un calo dell’1,9%, in Lucchesia c’è una drastica inversione di tendenza, e anche se le cifre assolute non sono enormi, quel più 41,3% di investimenti nel 2014 viene letto come una “chiave di svolta”, in quanto, come spiegato da Manuelli, non solo dimostra presenza di liquidità, ma è un segnale positivo in termini di aspettative e fiducia nel futuro.
Passando all’analisi per settori emerge una netta dicotomia. Se da un lato il settore principe, quello dell’edilizia, mostra qualcosa più di un affanno, con un fatturato diminiuto del 4,3% (comunque meglio del -5,9 toscano), il manifatturiero, e il settore metalmeccanico in particolare, fa segnare +11,9% che la dice lunga, specie se confrontato con il -1% regionale). Complessivamente il settore manifatturiero fa segnare un -1% che, nonostante il famoso trattino, è un dato incoraggiante rispetto al -4,1 regionale. Il dato più negativo invece è quello del settore legno (leggi mobili), con il 21,1% in meno e male va anche il settore servizi alle imprese (-16,4%). Numeri che offrono diverse chiavi di lettura, tra queste una chiara: chi lavora per settori che vivono sul mercato interno soffre. Non così il metalmeccanico, che ha tra i suoi clienti due settori come quello nautico viareggino, e quello cartario della Piana, che operano soprattutto sui mercati internazionali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
