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Commercio in crisi si perdono 93 aziende

Commercio in crisi si perdono 93 aziende

Insieme alle costruzioni, il settore di punta del centro è quello che soffre di più Anche l’artigianato attraversa un periodo difficile: chiuse 293 imprese

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LUCCA. La provincia di Lucca maglia nera in Toscana per calo di aziende nel primo semestre 2015. E i settori più in sofferenza sono due: il commercio, comparto principe e di tradizione in particolare nel centro storico (con una diminuzione di 93 imprese rispetto al 31 dicembre 2014) e l’edilizia.

È quanto emerge dai dati della Camera di Commercio. Nel primo semestre del 2015 le imprese registrate in provincia di Lucca risultano pari a 43.220 unità, un valore in flessione del -0,8% rispetto alla stessa data dell’anno precedente.

Andamento analogo si rileva per le imprese attive, passate dalle 37.447 unità del 30 giungo 2014 alle 36.974 unità di metà 2015: mancano all’appello 473 imprese (-1,3%).

Nel confronto regionale Lucca risulta la provincia con la più elevata flessione, spiega sempre la Camera di Commercio, anche se tutte le province toscane, con le sole eccezioni di Massa Carrara (+0,6%), Firenze (+0,3%), Livorno (+0,2%) e Pisa (+0,1%), hanno una tendenza al segno meno.

Quanto alle unità locali attive, il calo è dell’1% in provincia: le imprese sono 44.997 al 30 giugno 2015 contro le 45.466 di un anno prima.

CHI VA MALE... Il commercio, che racchiude il più elevato numero di imprese attive (9.737 unità al 30 giugno 2015), soffre una diminuzione di 93 unità: il calo è dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2014. Le costruzioni, che rappresentano il secondo settore economico provinciale (6.810 imprese attive), hanno subìto invece una flessione maggiore, pari al -3,4% (-241 unità).

Hanno fatto segnare una riduzione del tessuto imprenditoriale operativo anche il comparto manifatturiero (4.364 unità), in calo del -2,3% (-101 unità), e le attività di alloggio e ristorazione con 3.471 imprese attive a fine giugno 2015 e una contrazione del -0,4% (-14 unità) nell’ultimo anno.

Negativo anche l’andamento di agricoltura, silvicoltura e pesca (2.449 imprese attive) in calo di 50 unità (-2,0%), delle attività immobiliari (2.297 unità) che perdono 31 unità (-1,3%), delle attività professionali, scientifiche e tecniche (953 unità) che registrano una riduzione di 38 imprese (-3,8%), delle attività di trasporto e magazzinaggio (921 unità) che flettono del -2,7% (-26 unità) e delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (903), in calo di 4 unità (-0,4%).

CHI VA BENE... I settori per i quali l’andamento risulta invece positivo comprendono i servizi di informazione e comunicazione, passati da 672 imprese operative a 689 (+2,5%) e il noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (1.306 unità) che aumenta di 72 imprese attive (+5,8%).

SOFFRE ANCHE L’ARTIGIANATO. Anche il numero di imprese artigiane scende: rispetto alle 12.322 unità attive in provincia al 30 giugno 2014 si è passati alle 12.029 rilevate a fine giugno 2015, con una riduzione di -293 unità (-2,4%). L’andamento è negativo anche nei primi sei mesi dell’anno, con una flessione di -120 imprese, pari al -1%. L’incidenza dell’artigianato sul tessuto imprenditoriale è così scesa al 32,5% a fine giugno 2015, dal 32,9% di un anno prima.

Le attività con maggiore incidenza artigiana sono nel settore costruzioni, con 5.371 imprese attive (incidenza artigiana: 78,9%) e un calo del 3,8% (-213 unità) rispetto al 30 giugno 2014, nel manifatturiero (2.809 unità, pari al 64,4%) che perde il 72 unità, nelle altre attività dei servizi in diminuzione del 0,3% (-4 unità) e nel trasporto e magazzinaggio in flessione di 22 imprese (-3,5%).

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