Il presidio
Ancora un bando per il Bagno Bernabò
Concessione a prezzo scontatissimo (500 euro al mese) pur di avere un gestore che ne abbia cura
BAGNI DI LUCCA. Dovrebbe andare a buon fine l’aggiudicazione della concessione del Bagno Bernabò, che rischia di cadere nel degrado per il naufragio dei precedenti tentativi di riapertura seguiti al restauro.
Il terzo bando, pubblicato dal Comune, prevede come base d’asta per la concessione un canone di 6.000 euro annui, Iva esclusa, ovvero 500 euro al mese, per il complesso in via di Bagni Caldi a Ponte a Serraglio dove il gestore potrà offrire alla clientela attività termali, centro benessere, massaggi per viso e corpo e altri servizi complementari. Un’opportunità davvero da non perdere, visto il canone, ma che può di nuovo trovare un freno nel fatto che l’acqua calda che sgorga dalla sorgente Bernabò non può essere usata per scopi termali, perché finora non è stata ottenuta l’autorizzazione necessaria da parte del ministero della Sanità. Tanto che il bando prevede un ulteriore esborso di 1.200 euro l’anno, per l’aggiudicatario, nel caso questa concessione arrivi. Ma dovrà essere lui a chiederla e a fare tutte le pratiche: se la concessione arriverà, sarà a tutti gli effetti girata al Comune, ma il concessionario potrà riavere la somma spesa per la pratica.
Il bando prevede che la durata della concessione sia di 6 anni (più altri 6). Per i potenziali interessati stavolta sembra davvero un buon affare e le offerte non dovrebbero mancare. Gli interessati (singoli operatori, ma anche consorzi o raggruppamenti temporanei) potranno presentare la domanda entro il 21 novembre.
A carico del concessionario saranno le spese di ordinaria manutenzione e le utenze, oltre ovviamente al pagamento della Tari. La commissione aggiudicatrice si riunirà il 26 novembre in seduta pubblica e assegnerà il Bagno Bernabò alla migliore offerta. Il complesso sarà comunque aggiudicato anche in caso di una sola offerta. Dopo l’ingresso del gruppo Lapolla nella gestione dell’albergo delle Terme con l’annesso complesso, l’amministrazione Betti cerca di far ripartire l’attività negli altri suoi gioielli. Oltre all’appeal esercitato dalle acque termali, una carta da giocare è quello del centro-benessere. A breve dovrebbe ripartire anche l’attività a Villa Demidoff, dove sono stati ultimati i lavori per una sala conferenze.
Emanuela Ambrogi
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