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Al Lubec la meglio gioventù che crede sull’innovazione
Al Real Collegio la maratona della creatività aperta a giovani da tutta Italia Videogiochi e robot creati dai ragazzi nello stand del polo tecnologico Itis Fermi
LUCCA. I trolley alle loro spalle, i computer sui tavoli. Wifi ok, fogli, penne, matite colorate, acqua minerale. Ma soprattutto creatività, concentrazione, studio, ragionamento, numeri ma anche letteratura. Si respira innovazione vera all’interno della stanza del Real Collegio che ospita i15 team composti da ragazzi che provengono da tutta Italia che partecipano alla maratona di 24 ore Creathon. Un concorso nazionale iniziato ieri che si inserisce all’interno del convegno Lubec, l’innovazione al servizio della cultura, e che premia le idee ad alto impatto innovativo nell’ambito dei beni culturali, del turismo e dell’enogastronomia. Ai team, composti da due o tre persone massimo, viene chiesto di “costruire” un progetto che sia quanto più originale, sostenibile e realizzabile sul mercato. I partecipanti dovranno realizzare un business plan da presentare alla giuria, la quale valuterà i tre progetti migliori. Il primo classificato si aggiudicherà duemila euro ma avrà anche l’opportunità di lavorare per sei mesi a stretto contatto con un team del Polo tecnologico lucchese, grazie al quale potrà mettere a punto la strategia imprenditoriale del progetto.
Alla maratona non stop partecipano umanisti, archeologi e architetti ma anche ingegneri, comunicatori e informatici. La maggior parte dei gruppi punta proprio sulla complementarietà delle competenze, crede nello scambio e nei vantaggi che da esso derivano. Tra i 15 team ammessi alla gara dopo una selezione avvenuta in base al curriculum, quattro sono composto da giovani della Lucchesia. Tra loro ci sono ad esempio i Lucca Visio. Francesco Niccoli ed Edoardo Barcaglioni hanno rispettivamente 28 e 27 anni e si conoscono da quando erano al liceo: «Abbiamo frequentato il Machiavelli poi abbiamo preso strade diverse». Francesco infatti fa l’archeologo, Edoardo invece siti web e app. «Stiamo lavorando a una app con la quale sarà possibile scegliere tra vari percorsi da effettuare in Lucchesia, percorsi che mettano insieme la bellezza del territorio, i monumenti ma anche il cibo e il vino. Una app che sarà anche social, grazie alla quale da una parte gli utenti possono dire cosa ne pensano e dall’altra le aziende possono farsi conoscere e vendere i loro prodotti». Ma c’è anche chi per arrivare a Lucca ha fatto un certo numero di chilometri. Il team Le maniche, ad esempio, ripescato all’ultimo minuto, è composto da un giovane ingegnere gestionale di Milano, Lorenzo Visconti e da un ingegnere meccanico di Cagliari, Enrico Locci. «Appena abbiamo saputo che eravamo stati ripescati - raccontano - abbiamo valutato se partecipare o meno, visti i tempi stretti e alla fine eccoci, ce l’abbiamo fatta». E quando chiediamo loro da cosa nasca l’idea del nome dicono: «Le maniche sollevate simboleggiano tante cose, ma soprattutto la dedizione al lavoro, l’impegno».
Impegno che non manca anche ai ragazzi del laboratorio di robotica dell’Itis Fermi di Lucca. Sulla scrivania del loro stand c’è una stampante 3D costruita da loro. Accanto, un videogioco progettato e realizzato da un ragazzo di 17 anni, Luca Michelotti. Innovazione e creatività sono anche qui, tra questi giovani neppure maggiorenni che riescono a costruire dei piccoli robot e ad aggiudicarsi anche dei premi a livello nazionale. Quando finiscono le lezioni entrano nel laboratorio della creatività dove c’è spazio per il loro ingegno.
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