Il Tirreno

Lucca

L'eliporto è inutilizzabile e l'Asl apre il contenzioso

di Luigi Spinosi
L'eliporto è inutilizzabile e l'Asl apre il contenzioso

È tutto nelle mani del giudice, rivela il direttore generale Joseph Polimeni: "O una nuova pista all'ospedale o un risarcimento se ci daranno ragione"

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LUCCA. Quell’eliporto, lì dove è stato realizzato è di fatto inutilizzabile e sulla vicenda è aperto un contenzioso tra l’Asl 2 e il concessionario che ha realizzato in progetto di finanza il nuovo ospedale, e che secondo gli accordi avrebbe dovuto dotare il San Luca di una pista per l’elisoccorso. La pista è stata fatta, ma non è funzionale.

L’argomento è riportato in ballo dalla trasmissione televisiva “Striscia la notizia” (video). Un tormentone già noto alle nostre cronache: la pista di atterraggio è infatti inutilizzabile, a causa della vicinanza (38 metri) di un’abitazione preesistente. Ogni decollo e atterraggio (e lo si è visto nell’unica prova di collaudo - fallita - effettuata) comporta rumore e turbinii incompatibili con la presenza di abitazioni vicine.

Che quell’eliporto fosse inutilizzabile era già emerso da tempo, ma la novità rispetto al passato è l’annuncio dell’apertura di un contenzioso legale tra Asl e concessionario che avrebbe dovuto realizzare la pista utilizzabile.

Questo spiega infatti Joseph Polimeni, vice commissario dell’Asl 2, che accompagna l’intero ragionamento da una premessa: «Innanzitutto vorrei fosse palese una cosa, l’eliporto rappresenta una sorta di ciliegina sulla torta per un ospedale. Sono molti gli ospedali, anche importanti, che non hanno una pista per gli elicotteri, il San Luca ha tutto, e l’elisuperficie avrebbe dovuto essere un qualcosa in più. Solo che l’opera presenta criticità legate alla vicinanza con le abitazioni. Sul suo utilizzo sono emerse criticità rilevate dall’Arpat, per quanto riguarda i rumori, e dall’Enac (l’Ente per l’aviazione civile, che deve rilasciare le autorizzazioni ndr), soprattutto per quanto riguarda la possibilità di voli notturni».

In sintesi: l’impossibilità di utilizzare quella struttura non è stato dimostrato solo dall’unico test fatto, ma anche certificato dagli enti preposti a farlo. Da qui la decisione di aprire un contenzioso con il concessionario dell’opera: «Come azienda riteniamo – prosegue Polimeni – che ci sia un vizio progettuale, anche se la normativa in materia non è chiarissima. Da qui la decisione di aprire un contenzioso. La parola ora spetta al giudice, e se il concessionario sarà chiamato a rispondere dell’errore o dovrà procedere con la costruzione di un nuovo eliporto in una zona più adatta oppure ci sarà un risarcimento».

Intanto però in caso di necessità per far atterrare e decollare gli elicotteri si dovrà continuare a usare gli spalti delle mura ma, assicura il vice commissario, che questo non costituisce un problema, visto che al momento il ricorso all’elicottero è molto limitato (anche se, in prospettiva futura, quella degli ospedali in rete, potrebbe diventare ancor più utile). Anche se proprio i collegamenti con gli spalti mettono in evidenza anche un altro limite, quello dei collegamenti viari: «Sì – conferma Polimeni – ci sono molte criticità legate alla collocazione, alcune, come quella della viabilità, in via di soluzione. La scelta della localizzazione risale al 2005. Erano possibili scelte migliori? Forse sì, ma io l’ho trovato lì. E del resto all’Asl spetta un altro compito, quello di far funzionare l’ospedale (e secondo le analisi del Sant’Anna lo stiamo anche facendo bene), non quello della localizzazione».

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