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A giudizio quattro tecnici Anas
La cattiva manutenzione di un tratto di strada avrebbe causato un incidente mortale
LUCCA. Non doveva esserci quella lastra di ghiaccio in quel tratto di strada della variante di Ponte a Moriano all’altezza di Sesto se i tecnici dell’Anas addetti alla manutenzione avessero svolto correttamente il loro lavoro. E se quello strato congelato in galleria fosse stato tolto per tempo Ivano Bertoncini, 37 anni ancora da compiere, non avrebbe perduto il controllo della sua Opel Corsa e non si sarebbe andato a schiantare contro un camion rimanendo ucciso all’istante quella tragica mattina del 15 marzo 2013 mentre stava andando a lavorare. La tesi della procura regge al vaglio del giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Pezzuti che rinvia a giudizio 4 tecnici dell’Anas con l’accusa di omicidio colposo.
Date e nomi. La prima udienza del processo è stata fissata il 15 gennaio davanti al giudice monocratico. Nei guai sono finiti Alfredo Cavalcanti, 62 anni, nato a Santa Maria del Cedro (Cosenza) e residente a Roma, dirigente Anas dell’area tecnica addetto al tratto di strada interessato; Rocco Oliverio, 48 anni, nato a San Giovanni in Fiore (Cosenza) e residente a Firenze, capo nucleo manutenzione Anas del tratto di strada interessato al sinistro; Antonio Boccolucci, 47 anni, nato a Siena, capo centro manutenzione Anas del tratto della variante di Ponte a Moriano e Giandomenico Martinelli, 55 anni, di Gallicano, sorvegliante Anas addetto al tratto di strada della variante.
La tragedia. Stando ai rilievi effettuati dalla polistrae di Bagni di Lucca quel terribile schianto non fu conseguenza di un errore umano. Bertoncini procedeva a velocità regolare. Il dipendente del supermercato Esselunga a Marlia perse il controllo della Opel a causa della formazione dello spesso strato di ghiaccio, non evitabile con lo spargimento di sale effettuato dalla ditta appaltatrice, dovuto alla fuoriuscita e al conseguente scolo di acqua dalla parete portante della galleria e al conseguente afflusso di acqua sul manto stradale della carreggiata. Bertoncini, tra l’altro calciatore della squadra amatori dei Los Macaludos, transitò in quella zona a velocità normale in linea con condizioni atmosferiche e la pozza di ghiaccio gli fece perdere il controllo della vettura che andò a schiantarsi frontalmente con un autocarro. Se i canali di scolo che portano ai tombini ai lati della carreggiata all’interno della galleria fossero stati adeguatamente puliti per la procura l’auto del calciatore non sarebbe mai sbandata. Invece erano ostruiti da antichi cumuli di rifiuti e residui solidificatisi nel tempo diventando una sorta di scivolo pendente verso la carreggiata. L’Anas si è costituita come responsabile civile e si è dichiarata disponibile a risarcire la madre e il fratello della vittima. (l.t.)
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