Il Tirreno

Lucca

Due anni all’investitore del piccolo Michael

di Luca Tronchetti
Due anni all’investitore del piccolo Michael

Lucca, patteggia l’automobilista che a gennaio travolse e uccise il 14enne sullo stradone di Camigliano. La disperazione dei genitori: «In tutti questi mesi non ha mai chiesto scusa»

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LUCCA. Patteggiamento a due anni per omicidio colposo con la pena accessoria della sospensione della patente per 24 mesi. Si chiude con un’udienza in camera di consiglio una vicenda dolorosa che nove mesi fa sconvolse la comunità di Camigliano: la morte di Michael Petrini, 14 anni, studente delle medie, investito e ucciso mentre tornava a casa in via Stradone nel tardo pomeriggio del 15 gennaio. L’investitore alla guida di una Mercedes grigiometallizzata era Fabrizio Bacci, 57 anni, di Santa Maria a Monte, dipendente di una fabbrica a Segromigno. L’automobilista non vide il ragazzino che per 22 metri venne caricato sul cofano della berlina finendo sull’asfalto. Inutile la corsa in ospedale: Michael morì poco dopo il trasferimento per un gravissimo trauma cranico nonostante i tentativi dei medici di rianimarlo. Ma da quel tragico giorno che ha segnato per sempre la vita di una famiglia, l’automobilista non si è mai fatto vivo con i genitori.

La richiesta di scuse. Mamma Annarosa e papà Simone non hanno più lacrime da versare. La stanza del figlio è rimasta intatta dal giorno in cui Michael è volato in cielo. E a livello psicologico è difficile mantenere il giusto equilibrio nel tentativo complicato di non creare ulteriori traumi alla bimba più piccola. Un paio di cose però non riescono proprio a digerire: «Come si fa in tutti questi mesi a non chiedere scusa a dei genitori che hanno perso un figlio che aveva tutta la vita davanti? L’investitore o un suo familiare non si è fatto mai vivo di persone o attraverso terzi per rivolgerci un pensiero, una testimonianza di vicinanza, di cordoglio, di scuse. Per ammettere semplicemente l’errore commesso. Lui ha patteggiato due anni, noi abbiamo avuto l’ergastolo. Perché nessuno ci ridarà Michael. Speriamo che la sua coscienza si ribelli e lui trovi la forza di andare al cimitero e mettere un fiore sulla lapide del nostro bambino ».

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L’assicurazione. Con il patteggiamento Bacci ha evitato la provvisionale in sede penale alla parte lesa. Ma ciò che colpisce in questa triste vicenda è che dal 15 gennaio la compagnia assicuratrice del conducente della Mercedes non si sia fatta viva con delle proposte risarcitorie come solitamente accade nei casi di omicidio stradale. Con il patteggiamento in sede penale adesso la famiglia dovrà ottenere giustizia con una causa in sede civile. «Anche di questo aspetto siamo rimasti basiti. - proseguono i genitori di Michael - Non c’è somma di denaro che potrà mai restituirci la gioia di nostro figlio. Voleva diventare meccanico industriale e fare il pilota di rally. E ci sarebbe riuscito perché era un ragazzino brillante con una grande bontà d’animo»

La telefonata all’avvocato. Il pm aveva chiesto tre anni di reclusione che il giudice ha ridotto di 12 mesi in virtù del rito (patteggiamento). Bacci si era fermato a prestare soccorso subito dopo aver travolto lo studente ed era risultato negativo all’alcol test. Ai vigili urbani di Capannori ebbe a dire: «Non l’ho visto. Andavo piano, ma era buio pesto: quei due ragazzi (con Michael c’era il coetaneo Luca, che restò illeso, dal suo cellulare partì la chiamata al 118) erano vestiti di scuro». Ma subito dopo l’investimento con il telefonino chiamò il suo legale per chiedere numi su quanto poteva capitagli. E il giorno dopo preoccupato per la berlina - intestata ad un’azienda in provincia di Pisa - tornò al comando dei vigili per chiedere notizie del periodo in cui doveva restare in custodia giudiziale».

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