Il presidio
In corteo contro le violenze sugli animali
A Gallicano un centinaio di persone alla fiaccolata organizzata nel nome di Tafari, il cane brutalmente ucciso a Trassilico
GALLICANO. Una fiaccolata per non dimenticare Tafari e, soprattutto, per dare un segnale forte contro chi commette violenza sugli animali. Circa un centinaio, tra attivisti dell'associazione Arca della Valle e dell'Oipa di Lucca, assieme a semplici possessori di cani, hanno preso parte alla lunga manifestazione partita ieri pomeriggio da piazza Vittorio Emanuele a Gallicano. Tanti i cartelloni per ricordare Tafari, il povero cane ammazzato brutalmente nelle scorse settimane a Trassilico da tre persone, perché ritenuto "colpevole" di avere la scabbia e di mettere a repentaglio la vendita di un terreno.
Pene esemplari, ma soprattutto la fine dell'omertà: questo hanno chiesto gli attivisti giunti da ogni parte della provincia. L'idea originale era quella di andare direttamente nel paese di Trassilico, ma è stato fatto notare che, anche per la concomitanza con la "Festa della castagna" che si sarebbe dovuta svolgere in paese (poi annullata per la pioggia), potevano esserci problemi di ordine pubblico. Il messaggio lanciato da Franca Bonsignori (presidentessa dell'Arca della Valle) e da Manola Ulivieri, coordinatrice di Oipa, è diretto e senza giri di parole: «Uccidere o maltrattare un cane è un reato uguale a quelli commessi contro le persone. Chi ha sbagliato, è giusto che paghi il suo conto. Ma chi giornalmente vede o viene a conoscenza di atti ignobili contro gli animali, ha il dovere di mettere da parte l'omertà e segnalare. Le guardie ecozoofile, insieme alle forze dell'ordine ci sono e vigilano».
A tal proposito a breve partirà un corso per diventare guardia ecozoofila, organizzato dall'Oipa di Lucca, contattabile via mail all'indirizzo lucca@oipa.org o chiamando al 331 3155533. Il corteo si è snodato da piazza Vittorio Emanuele fino a piazza del Popolo, davanti al Comune, poi facendo il giro contrario ha svoltato in via Serchio per poi tornare al quartier generale.
Visibilmente emozionata, poi, Sonia Ercolini, segretaria di "Arca della Valle" e tra le promotrici dell'evento: «Avremmo preferito non essere qui, perché avrebbe significato che non ci sono problemi. Questa fiaccolata vuol dare un messaggio a tutti coloro che spesso si girano dall'altra parte. Non basta indignarsi». Alla fine del corteo, poi, sono state lanciate alcune lanterne cinesi. Non erano presenti i cittadini di Trassilico che hanno denunciato l'accaduto, e dato il via alle indagini sulla morte di Tafari: «A loro va tutto il nostro ringraziamento – ha detto l'attivista e consigliera comunale Lara Barbi – perché sappiamo benissimo che non è un gesto scontato».
La manifestazione si è chiusa con una richiesta di pene severe, richiesta contenuta anche in una petizione sul web.
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