Il presidio
Provincia, ai versiliesi le deleghe di peso e Buratti farà il vice
Incontro tra i Pd territoriali per la querelle sugli eletti Per ora non si dimette nessuno, ma tra due mesi si vedrà
LUCCA. Vicepresidenza e deleghe pesanti (almeno due su tre) alla Versilia. E tra un paio di mesi si vedrà cosa succede. Il Pd chiude (o almeno prova a farlo) la querelle innescata dalle elezioni provinciali. Elezioni che, come abbiamo più volte raccontato, avrebbero dovuto garantire un risultato di parità ai due Pd della provincia: 4 rappresentanti a testa tra lucchesi e versiliesi. Uno schema saltato per motivi imperscrutabili nel segreto delle urne, dando un consigliere in più all’entroterra e uno in meno al Pd costiero. Un risultato che subito ha innescato polemiche e scambi di accuse su ambo le sponde del Monte Quiesa, soprattutto per l’esclusione da palazzo Ducale di Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore, renziano doc e vicepresidente in pectore della Provincia 2.0 a fianco di Menesini.
Venerdì, dopo un incontro svoltosi a Lucca a cui hanno partecipato i segretari territoriali Patrizio Andreuccetti (Lucchesia) e Giuseppe Dati (Versilia), il partito ha diramato un comunicato in cui cerca di mettersi alle spalle le polemiche, “risarcendo” la Versilia con la vicepresidenza (che dovrebbe andare al sindaco di Forte dei Marmi Umberto Buratti) e le deleghe più pesanti (scuola, viabilità e pianificazione territorio). Due su tre andranno ai consiglieri eletti in Versilia (Grazia Sinagra, Adolfo del Soldato e lo stesso Buratti, che oltre a fare il vice Menesini potrebbe prendere anche una delega).
La nota. In uno scarno comunicato, che dice assai poco della tempesta interna al partito, i segretari Andreuccetti e Dati brindano al risultato elettorale ottenuto e pontificano sullo spirito di collaborazione tra i due territori: «Il Pd è compatto – dicono Andreuccetti e Dati –. Come tutti i grandi partiti abbiamo al nostro interno punti di vista e sensibilità diversi, ma poi anche la capacità di fare sintesi e lavorare tutti insieme. Pertanto, la squadra che affiancherà il presidente Menesini sarà una squadra motivata e con voglia di fare. Gli eletti nelle file del Pd, lucchesi e versiliesi, lavoreranno seriamente e con responsabilità al fianco del presidente, convinti che l'obiettivo di concepire la provincia di Lucca come unico territorio sia la scommessa, ambiziosa e di prospettiva, che oggi serve ai cittadini. Siamo sicuri che Menesini riconoscerà alla Versilia vicepresidenza e deleghe importanti, com'è giusto che sia visto il ruolo strategico che quell'area ricopre per la nostra provincia. Ribadiamo soddisfazione per il risultato elettorale ottenuto il 20 settembre scorso e auguriamo a tutti buon lavoro».
Il retroscena. Radio politica, però, racconta un’altra verità rispetto a quella ufficiale fornita dai due segretari: nell’incontro svoltosi venerdì e a cui avrebbe preso parte anche il segretario regionale Dario Parrini, quest’ultimo si sarebbe preso due mesi di tempo per ristabilire la pari rappresentanza tra i due territori, così come sancito dall’accordo pre-elettorale svelato dallo stesso Dati a urne chiuse.
Un’operazione che al momento non è stato possibile realizzare, dato che Enzo Giuntoli e Alberto Baccini, i due principali indiziati a fare un passo indietro, hanno detto di voler restare a palazzo Ducale. Nel corso della riunione, per ammorbidire le posizioni di partenza, qualcuno dei presenti ha ricordato agli eletti che, dopo la riforma Delrio, la Provincia è un ente assai diverso rispetto al passato: indebolito nelle funzioni, nei poteri e soprattutto negli indennizzi (nessuno degli eletti li riceve). E tale processo di smantellamento dovrebbe proseguire nel 2016. Tradotto: inutile litigare per così poco. Al contrario, in cambio di un passo indietro per far posto a Del Dotto (che a quel punto entrerebbe senza deleghe), il fuoriuscito lucchese potrebbe ottenere un incarico in Regione. Incarico che, secondo un’altra voce, è già stato offerto allo stesso Del Dotto, a titolo di risarcimento per la mancata elezione a palazzo Ducale. Vedremo. Intanto tra lunedì e martedì Menesini distribuirà le deleghe, mentre il primo consiglio sarà convocato per il 10 ottobre.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google