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Marcucci: grandi progetti decisivi per il Tambellini-bis
Il senatore renziano sprona la giunta su Manifattura, Mura e Carmine. «E sul Campo di Marte è tempo di avere un progetto ben definito»
LUCCA. «L’amministrazione Tambellini ha in corso la gestione di progetti importanti per la città, come la Manifattura, le Mura e il Carmine. Sarà sullo stato di realizzazione di queste opere che il partito Democratico farà le valutazioni in vista delle elezioni comunali a Lucca». Andrea Marcucci è a Roma, impegnato nelle votazioni sulla riforma costituzionale. Ma da palazzo Madama invia segnali chiari alla politica di Lucca. In primis, indirizzati a palazzo Orsetti, con le priorità che - a suo parere - segneranno la possibilità di una ricandidatura di Alessandro Tambellini. Ma i destinatari dei messaggi stanno anche in Versilia. E i temi toccano spesso le corde della cultura, con l’idea di una fondazione che - nel nome di Puccini - tenga insieme alcune delle realtà più importanti del settore.
Senatore Marcucci, più volte ha chiesto uno “scatto” nell’azione della giunta Tambellini. A poco più di un anno e mezzo dalle elezioni crede che questo sprint ci sia stato?
«Credo che in questo momento l’amministrazione di Lucca abbia in corso opere fondamentali: l’ex Manifattura, le Mura, il mercato del Carmine. Su tutte queste partite è giusto aspettarsi dei risultati importanti, nel periodo che va da ora al 2017».
Cosa vuol dire? Che questi punti segneranno la ricandidatura o meno di Tambellini?
«La mia posizione è questa: attualmente non siamo in grado di fare valutazioni su questi progetti. Valutazioni che ci saranno invece a fine mandato: sarà allora che i cittadini, e prima ancora il Partito democratico prenderanno le proprie decisioni».
Non ci sono fronti aperti solo all’interno delle Mura: c’è anche la questione del riutilizzo del Campo di Marte.
«È chiaro che la costruzione del nuovo ospedale ha portato a una riorganizzazione dell’assistenza e a momenti di confronto sul Campo di Marte. Ma oggi i tempi sono maturi: mi aspetto che il Comune definisca un progetto di valorizzazione preciso, che trasformi l’ex ospedale in una risorsa, piuttosto che in un problema».
Tambellini è un sindaco del Pd con maggioranza Pd. A Viareggio, invece, c’è Giorgio Del Ghingaro, che è un iscritto democratico ma che ha battuto il candidato “ufficiale” del partito. Ci sono spazi per una ricomposizione?
«Innanzitutto serve il coraggio di un’autocritica, che metta in discussioni le decisioni, a partire dalle mie. A Viareggio sono stati fatti errori già nella gestione della crisi della giunta Betti, che poteva essere accompagnata in una maniera diversa. E poi c’è stato l’errore di non fare le primarie per il candidato a sindaco. Detto questo, Giorgio Del Ghingaro e la sua giunta rappresentano il centrosinistra. È corretto, anche nei confronti degli elettori, che il partito democratico faccia la sua opposizione costruttiva in consiglio comunale, ma serve un percorso che porti a un riavvicinamento. Per questo chiedo un impegno anche all’amministrazione di Del Ghingaro. Servono atti concreti, perché Viareggio questo merita: credo ci siano spazi per collaborare su carnevale, infrastrutture, porto. Da parte mia, assicuro il massimo impegno».
Intanto ci sono state le elezioni per il presidente della “Provincia 2.0”. C’è chi pensa che questo nuovo ente potrebbe essere il vero luogo di decisione per parlare (e risolvere) i problemi del territorio. È d’accordo?
«Oggettivamente questa nuova provincia dà un vantaggio: il fatto che ne facciano parte sindaci e consiglieri comunali fa sì che rappresenti i territori e le istituzioni . Diventa un luogo dove possano arrivare sia le esigenze delle singole amministrazioni che quelle del territorio nel suo complesso. Un luogo dove si può lavorare anche sui progetti per le grandi infrastrutture, come l’asse Nord-Sud o l’asse di penetrazione in Darsena, ma anche sui trasporti e sull’ambiente. È un’occasione importante per il partito Democratico, che dovrà lavorare senza barriere di ordine politico per il bene dei territori. E pensa che Luca Menesini sia nelle condizioni di fare un ottimo lavoro».
Sì, però proprio sui risultati delle elezioni provinciali è scoppiato il caso dei “numeri” fra il Pd della Versilia e quello di Lucca. Secondo lei qual è la via di uscita?
«È chiaro che nello svolgimento ci sono state delle sorprese nella distribuzione dei voti: preferenze che evidentemente sono mancate. Ora, però, abbiamo l’interesse che la Provincia rappresenti tutti i territori e un consigliere in più o meno non è così importante. Credo comunque che sia giusto che la Versilia abbia un ruolo importante nella distribuzione delle deleghe».
Ha accennato la questione degli assi viari. Pochi giorni fa la notizia che entro breve si dovrebbe sbloccare l’iter. È davvero così?
«L’incontro che c’è stato a Roma fra il consigliere regionale Stefano Baccelli e il viceministro Riccardo Nencini ha fatto finalmente chiarezza sulla procedura. Si è chiarito che il ritardo - che c’è e del quale mi dispiace - è dovuto alla nuova normativa che rende obbligatorio la richiesta, da parte della Corte dei conti, del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Presto questi passaggi potranno essere compiuti e finalmente avremo un’opera che aspettiamo da decine di anni. Si tratta di un’infrastruttura centrale per migliorare la qualità della vita dei cittadini: non dimentichiamoci, per fare due esempi, del traffico che assedia la Circonvallazione e il viale Europa».
Lucca, la città di Puccini che spesso però si “dimentica” del grande compositore. Cosa manca nella politica culturale della città?
«Questo è un mio “pallino”: sarà una remora se non riuscirò a smuovere qualcosa intorno a Puccini. Dobbiamo chiedere a Regione, Provincia, comuni di Lucca, Pescaglia e Viareggio di fare uno sforzo per creare un’occasione di rilancio».
Può essere più esplicito?
«Serve una fondazione unica che si rivolga a tutto il mondo e a tutti gli attori: il Festival Pucciniano di Torre del Lago, la Fondazione Puccini di Lucca e anche il teatro del Giglio. Ci sarebbero dei grandi risparmi di struttura e la possibilità, grazie al nome di Puccini, di farsi conoscere ovunque».
Ospedale unico della Valle: è un progetto ormai seppellito o ha ancora una sua attualità?
«A breve ci sarà una conferenza dei sindaci con l’assessore regionale Stefania Saccardi, e quello sarà un passaggio importante, dal quale mi attendo novità. L’importante, ora, è mettere in sicurezza la qualità della sanità nella Valle, la qualità dei due ospedali, che negli ultimi anni si è depauperata. Bisogna innanzitutto investire nei due plessi del San Francesco e del Santa Croce, la Regione deve fare proposte precise. Poi, fatto questo, il progetto dell’ospedale unico è ancora attuale. Anche se bisogna trovare i fondi e, soprattutto, dobbiamo cercare di superare le rivalità che ci sono fra le amministrazioni della Valle del Serchio. E anche su questo sono il primo a essere disposto a fare un’autocritica».
Dall’altro capo del telefono giungono rumori di applausi: segno che la discussione in Senato sulla riforma costituzionale è ripresa. «Si tratta di un passaggio fondamentale - chiude Marcucci -: è importante che i risultati positivi ottenuti con l’azione di governo vengano completati con le riforme costituzionali. Stasera (venerdì, ndr) abbiamo un paio di votazioni segrete: vediamo come vanno, ma siamo fiduciosi...».
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