Il Tirreno

Lucca

160 chilometri in bicicletta per incoraggiare un amico

di Luca Tronchetti
160 chilometri in bicicletta per incoraggiare un amico

Un gruppo di cicloamatori parte stamani alle 6 per raggiungere Montecatone dove Alessandro Ragghianti è ricoverato da 5 mesi in seguito a una caduta

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LUCCA. Gli amici veri si riconoscono nel momento del bisogno. Una frase che calza a pennello per una ventina di cicloamatori che partiranno in bicicletta stamani alle 6 da piazza S. Maria per percorrere 160 chilometri.

Il motivo? Cercare di alleviare le sofferenze e infondere forza e coraggio a un loro compagno che da cinque mesi soffre le pene dell’inferno in un centro di riabilitazione per i postumi di una rovinosa caduta durante una gara ciclistica non competitiva.

L’amico da risanare. L’amico è Alessandro Ragghianti, 67 anni (a sinistra nella foto in alto), macellaio in pensione (ha lavorato a Monte S. Quirico e a Borgo Giannotti), per tutti «il Senatore». È stato il pioniere del ciclismo amatoriale in Lucchesia tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta. Appassionato delle due ruote e grande motivatore coinvolgendo gli amici organizzò per primo il raduno domenicale e del mercoledì di piazza Martiri della Libertà fuori porta Santa Maria proprio davanti alla sede amministrativa della «quistura» (come la chiamano i lucchesi). Negli anni, specialmente d’inverno, agli «amatori» si sono aggregati professionisti del calibro di Cipollini, Bartoli, Della Santa, Scinto, Casagrande e anche Gianni Bugno tanto che la Gazzetta dello Sport uscì con un trafiletto sullo strano connubio tra corridori veri e amanti del pedale.

Il drammatico incidente. Il pomeriggio del 3 maggio scorso durante una manifestazione ciclistica non competitiva Alessandro Ragghianti cadde nelle vicinanze di Borgo a Mozzano. La dinamica, a distanza di cinque mesi, non è ancora chiara. Forse una frenata o uno scarto del concorrente che lo precedeva. Di fatto però «il Senatore» sbatte la faccia sull’asfalto e sviene. Serve l’elisoccorso che lo trasporta a Cisanello. La prognosi è riservata, ma la fibra è forte e se la cava. È lucido, ma non muove le gambe. Un mese di degenza a Pisa e poi il trasferimento all’ospedale di riabilitazione di Montecatone a cinque chilometri da Imola. Una clinica che ospita le persone colpite da gravi lesioni midollari o cerebrali di origine traumatica. Alessandro è vigile e in questo periodo ci sono stati alcuni progressi. Ma al momento deve ancora muoversi con la sedia a rotelle. In bici a Montecatone. Alessandro deve tornare a una vita normale. E allora, per fargli forza e infondergli coraggio e grinta (dote che non gli manca), pensa che ti ripensa una ventina di amici (quasi tutti ultrasessantenni) decidono - a 5 mesi dall’incidente - di fargli una bella improvvisata. Tutti assieme in bici da Lucca a Montecatone. «Partiamo alle 6 - dice Pierluigi Poli, uno degli ideatori dell’iniziativa - da piazza S. Maria. Poi Lunata, Pescia, Montecatini, Pistoia, Prato, Calenzano, Barberino del Mugello dove a 88 chilometri è fissato il primo rifornimento. Scaleremo il passo della Futa e poi tutti verso Montecatone a 161 chilometri. Al seguito avremo un medico. Ma per il Senatore facciamo questo e altro».

La lista degli amici. Con Poli ci sono: Amato Fanucchi, Giulio Lanci, Giuseppe Cipriani, Emilio Giribon, Luciano Giusti, Emilio Scatena, Mauro Lucchesi, Gino Ramacciotti, Alberto Tognoli, Lele e Bruno Bacci, Luca Bonaguidi, Fabrizio Nencini, Nello Marchini, Arnaldo Paladini, Gerardo Melillo, Roberto Mammini, Armando Rugani e Giovanni Biagi.

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