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Lucca

Mensa, la protesta non si placa: «Faremo un comitato genitori»

di Federica Scintu
Mensa, la protesta non si placa: «Faremo un comitato genitori»

Dopo l’incontro di mercoledì a Ponte a Moriano con il vice sindaco Vietina e la dirigente Reggianini alcune famiglie annunciano che continueranno a mandare i loro figli a scuola con il panino

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LUCCA. Malcontento, rabbia e insoddisfazione. È stata un’assemblea «calda» quella che si è tenuta mercoledì sera nell’atrio della scuola primaria “Nieri” di Ponte a Moriano. Un incontro organizzato dalla dirigente scolastica del circolo comprensivo Lucca 5 (che comprende le scuole dell’infanzia di Ponte a Moriano, San Cassiano a Vico, San Michele di Moriano e le primarie di San Pietro a Vico, San Michele di Moriano, Sesto di Moriano, Saltocchio e San Cassiano a Vico), Carla Reggiannini durante il quale è intervenuta Ilaria Vietina, vice sindaco e assessore alla scuola per tentare di dare delle risposte e di rassicurare centinaia di genitori infuriati «per la scarsa qualità e i prezzi del servizio di mensa scolastica», giudicati «troppo alti». «Ci volevano misurare la febbre - dice ironicamente Marianna, mamma di un bambino che frequenta la scuola primaria di Saltocchio - e hanno visto che ce l’abbiamo molto alta». La protesta infatti, anche dopo questo incontro, non sembra destinata a placarsi e anzi, alcuni genitori hanno annunciato che si farà ancora più intensa.

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«Continueremo a mandare i nostri figli a scuola col panino oppure con le penne al ragù - dichiara Annamaria, mamma di un bambino che frequenta la scuola primaria a San Michele di Moriano - e organizzeremo anche un volantinaggio fuori dalle scuole». Tra le altre idee in campo però, c’è anche quella di formare un comitato dei genitori e di convocare un’altra riunione, che si svolgerà il 12 ottobre nel salone parrocchiale a Saltocchio alle ore 21, alla quale saranno invitati tutti i genitori dei bambini che frequentano le scuole del Comune di Lucca. «La qualità del servizio - ha detto Ilaria Vietina - va valutata in un periodo più lungo. Sappiamo che c’è ancora molta strada da fare, anche perché realizzare dei menù che vadano bene a tutti non è un’impresa semplice ma spero che i genitori riflettano e che trovino altre forme di protesta. Per risolvere la situazione in modo positivo c’è bisogno di uno sforzo da parte della scuola e del Comune ma anche da parte delle famiglie». Ma secondo i genitori “in protesta”, questo non basta. «In questo primo incontro - dice Marianna - l’amministrazione comunale non ci ha dato risposte. Io sono uno dei membri della commissione di valutazione del servizio mensa e le mie segnalazioni sono state disattese. Dalla mia esperienza posso dire che l’80% del cibo a mensa non viene mangiato anche perché molti alimenti presenti nel menù non sono “accattivanti” per i bambini».

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Un altro elemento di scontro è stato quello del cibo che andrebbe sprecato a causa della protesta del panino. «Tutte le mattine - dice ancora Anna Maria - ho informato la scuola che mio figlio non avrebbe usufruito del servizio mensa, quindi non mi pare di aver causato nessun danno». Ma secondo Ilaria Vietina, la qualeconferma il fatto che «molti genitori effettivamente hanno comunicato alle segreterie se i loro figli avrebbero mangiato o meno a mensa, ci sono delle lavorazioni che cominciano dalla sera prima, quindi comunque un po’ di rischio spreco c’è e inoltre portare il cibo da casa crea divisioni fra i bambini al momento del pasto oltre che lavoro in più per il personale docente».

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