Il presidio
Sospetti su quella vincita di 10.000 euro
Verifiche sulla provenienza dei soldi che il poliziotto-scrittore detenuto in isolamento aveva giustificato con un “grattino”
LUCCA. Era cambiato Daniele Trubiano. Negli ultimi tempi l’assistente capo della Digos di Pisa - autore della clamorosa rapina alla Conad di S. Alessio - era diventato insofferente, quasi apatico sul lavoro. E le assenze per malattia, per lui una rarità nel corso della trentennale carriera, avevano avuto un picco inatteso. Ma ciò che colpì maggiormente alcuni colleghi fu un episodio avvenuto tempo fa: una vincita di 10mila euro alla lotteria istantanea. Fu lo stesso poliziotto a mostrare in ufficio un «Gratta e Vinci» annunciando di essersi aggiudicato la somma di denaro. Ma davvero quei soldi erano frutto di una vincita? Oppure si trattava di denaro di diversa provenienza? Qualche collega è certo che il superpoliziotto, che aveva indagato su anarchici e terroristi, quei soldi li avesse vinti davvero e almeno 12 mesi fa. Ma la squadra Mobile diretta dal commissario Silvia Cascino su delega della procura sta lavorando anche sulla quella pista. Attraverso i file nel suo pc, il cellulare suo e dei suoi cari, i movimenti bancari sul suo conto corrente la polizia cercherà di capire se il colpo al minimarket concluso con il suo arresto è l’unico commesso dallo sbirro oppure se, in precedenza, il «giallista» avesse commesso altre rapine tra Lucca, la Piana e la provincia di Pisa. Zone che Trubiano conosceva molto bene. Tra le rapine poste sotto la lente d’ingradimento dagli investigatori c’è quella che fruttò, guarda caso, 10mila euro commessa il 19 giugno scorso alla filiale della Cassa di Risparmio di Lucca da un rapinatore solitario che poi fuggì in sella ad una bicicletta. Un uomo robusto, sui 40-50 anni, che aveva in testa un cappello e un cappuccio che gli copriva la faccia e impugnava una rivoltella. Un identikit che potrebbe assomigliare a quello dell’assistente capo.
Cella di isolamento. Temeva, comprensibilmente, l’incolumità personale. E così appena varcato l’ingresso del carcere di San Giorgio ha chiesto e ottenuto di stare in una cella di isolamento. Sino a ieri sera non ha ricevuto, come da codice di procedura penale, alcuna visita. Ha mangiato e non ha fatto richieste particolari.
Udienza di convalida. Inizialmente gli era stato assegnato d’ufficio l’avvocato Emanuele Fusi di Lucca. Ma la moglie ieri mattina ha nominato come legale di fiducia l’avvocato Giuseppe Carvelli del foro di Pisa. Stamani nel penitenziario di San Giorgio si terrà l’udienza di convalida di fronte al giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci che proprio ieri mattina ha ricevuto gli atti dell’inchiesta inviati dalla polizia. Probabile nel giro di 48-72 ore il trasferimento dell’ormai ex poliziotto in un carcere militare.
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