Il Tirreno

Lucca

Scatta l’azione legale contro il Comune

di Barbara Antoni
Scatta l’azione legale contro il Comune

A promuoverla sarà un gruppo di ambulanti. Cesaretti (Confesercenti): prendo atto del rifiuto a trasferirsi degli operatori

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LUCCA. Un’azione legale contro l’amministrazione. Obiettivo: bloccare il trasferimento del mercato bisettimanale da via dei Bacchettoni alle Tagliate. Terminata l’assemblea nella sede di Confesercenti, convocata dal direttore dell’associazione di categoria Valentina Cesaretti (ospiti l’assessore al commercio Giovanni Lemucchi e il sindaco Alessandro Tambellini), Sonia Matteoni, leader della fronda “arrabbiata” degli ambulanti, scambia le ultime impressioni con altri colleghi al cellulare. Poi spegne e dice risoluta: «Ci rivolgiamo a un avvocato, uno di quelli più esperti in materia di commercio, e facciamo causa al Comune. Alle Tagliate non ci andiamo davvero».

È l’epilogo di un pomeriggio convulso, due ore e passa di botta e risposta, di sfoghi ad alta voce, di paure per un “salto nel buio”, di timori, sempre degli ambulanti, di perdere la clientela «delle signore eleganti del centro storico» (spiega l’ambulante Simona, che vende i fiori ai Bacchettoni) ma anche dei turisti, diventati determinanti per il fatturato dei banchi negli ultimi due anni.

Sono le 17 del pomeriggio e i volti dei cinquanta e più operatori presenti all’assemblea sono stanchi, provati dalla giornata di lavoro, in piedi come sono dalle 5 del mattino. Ma stavolta l’occasione del confronto è imperdibile, perché il trasloco del mercato - quello al quale oltre un anno e mezzo erano arrivati 90 sì e 30 no (fonte Confesercenti) attraverso un referendum - è vicino: primi di gennaio 2016.

Non calma gli animi né l’introduzione di Valentina Cesaretti né la ricostruzione di come si è arrivati alla soluzione delle Tagliate fatta da Lemucchi («la sede che avrei preferito erano i Fossi, ma tutte le simulazioni fatte per un trasloco qui e in altre parti del centro hanno evidenziato, come per via dei Bacchettoni, problemi di sicurezza, di viabilità, di igiene», dice l’amministratore).

«Per otto anni, da quando siamo stati spostati dallo stadio alle Tagliate - interviene Maurizio Ammannati, uno degli operatori del mercato - l’amministrazione non ha fatto niente per noi. Centotrentacinque ambulanti ogni giorno di mercato hanno tre bagni chimici a disposizione: alle nove di mattina sono uno spettacolo obbrobrioso. Penso che adesso il Comune ci debba aiutare ad affrontare questo ulteriore passaggio: deve impegnarsi a pubblicizzare il mercato con cartelli a messaggio variabile collocati sulle maggiori vie di accesso alla città, è l’unico modo per portare al mercato anche i turisti. Occorre fare pubblicità al mercato».

Un intervento di rottura è quello di Leo Garofani, la cui moglie Annamaria Palmerini vende abbigliamento a uno dei due mercati settimanali. «Un anno e mezzo fa - dice Garofani - la maggioranza ha detto sì allo spostamento alle Tagliate, ma ora dice no. L’esperimento l’abbiamo già fatto con il mercato alle Tagliate durante i Comics: abbiamo riposto banchi e merce con vendite pari a zero. Io penso che il mercato debba stare nei centri storici perché ha la funzione di calmierare i prezzi e perché fa del bene anche ai negozi. A Lucca dovrebbe stare in piazza Napoleone: perché l’antiquariato il Comune in centro ce lo tiene? Le Mura riparano gli ambulanti dal vento d’inverno, gli alberi lungo via dei Bacchettoni dal caldo in estate: alle Tagliate saremmo esposti a tutte le intemperie, dalla furia del vento al gelo al sole a picco. E poi come arriverebbero alle Tagliate tutte quelle persone che vengono al mercato attraversando il centro storico?».

Michele Nottoli, altro ambulante, dice risoluto che se il trasloco si farà «io vado subito a consegnare le mie licenze».

A poco valgono i tentativi di Tambellini e Lemucchi di rispondere a tanta veemenza.

Ed è quando l’assessore al commercio, a domanda diretta «ci sono ancora margini per rivedere il trasferimento alle Tagliate?» risponde un «no» secco (anche perché per riqualificare l’area e dotarla di servizi per i banchi sono stati spesi circa 700mila euro di fondi europei) che la riunione si scioglie: metà platea, seguendo l’esempio di Sonia Matteoni che lo fa per prima insieme alla collega Giovanna Consani, abbandona la sala. Gli altri operatori restano a dibattere animatamente con Lemucchi, mentre il sindaco ha dovuto andarsene. Tra i rimasti, c’è anche chi il trasloco lo ha digerito ma chiede che sia fatto al meglio: non è più contrariato ma continua ad avere paura di quello che il futuro potrà sopportare nella nuova location in periferia. Lemucchi è disposto ad andare loro incontro. A denti stretti dice anche che si troverà una soluzione per piazzare i banchi, alle Tagliate, anche sopra la pista ciclabile, in modo da allargare il passaggio centrale per la clientela. Verrà emanata un’ordinanza ad hoc: la faccenda, spiega l’amministratore, si concluderà così.

«Una riunione così si doveva fare un anno fa - commenta Valentina Cesaretti -. A questo punto io prendo atto del muro contro muro, insieme ad Anva (rappresentata in sala da Leonetto Pierotti, ndr): il nostro compito sarà ribadire quanto è emerso dall’assemblea. Lo stato attuale è di totale empasse. Se lo spostamento ci sarà, lotteremo perché si svolga nel miglior modo possibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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