Italia
Il tribunale perde una colonna Vangelisti se ne va in pensione
LUCCA. Ci sono persone che al di là dell’incarico che ricoprono incarnano più di altre il luogo in cui lavorano. E Giuseppe Vangelisti, che dopo 42 anni di onorato servizio lascia il «suo» tribunale,...
LUCCA. Ci sono persone che al di là dell’incarico che ricoprono incarnano più di altre il luogo in cui lavorano. E Giuseppe Vangelisti, che dopo 42 anni di onorato servizio lascia il «suo» tribunale, è sicuramente una di quelle. Un porto sicuro per magistrati, avvocati, professionisti e gente comune. Perché competente, efficiente, gentile e soprattutto modesto. Dote assai rara al giorno d’oggi dove ognuno tende più all’ apparire che all’essere. Del suo titolo di funzionario giudiziario non ha mai abusato. Lui, da juventino doc, è per il gioco di squadra. Uno per tutti, tutti per uno. Al lavoro come nella vita. E Manuela e Annalisa, che per un decennio ci lavorano accanto in cancelleria fallimentare, hanno seguito i suoi insegnamenti formando un team capace di istruire pratiche e fascicoli in quantità industriale. Un aneddoto su tutti testimonia la sua profonda onestà intellettuale. Entrato in tribunale il 2 maggio del 1980 venne assegnato alla cancelleria penale ricoprendo l’incarico di assistente nelle udienze. La sua calligrafia non era proprio eccelsa e durante una pausa di un processo un avvocato si avvicina e convinto che stesse stenografando si complimenta con lui. Ma «Beppe» invece di incassare l’attestato di stima con la genuinità che lo contraddistingue anche oggi gli risponde: «Altro che stenografia, mi ci vorranno tre giorni a ricopiare tutto». Impossibile non volergli bene e apprezzarlo. Per 13 anni con il suo grande amico (interista doc) Giorgio Andrei in cancelleria penale e poi, eccetto una breve parentesi all’ufficio istruzione, dal maggio 1993 alla cancelleria fallimentare prima con Antonio Giannoni, poi con Giulio Giuntoli e infine con Giacomo Lucente. Sempre pronto a farsi in quattro per l’ufficio e rimanere anche di sabato per finire un lavoro rimasto a metà. Adesso con l’amata consorte si dedicherà alle sue grandi passioni: i campi, l’oliveto, i funghi e la buona cucina. Senza una colonna portante come Vangelisti da oggi il palazzo di Giustizia è un po’ più povero.
Luca Tronchetti
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