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Lucca

Aumentano le assunzioni, in calo gli “atipici”

Aumentano le assunzioni, in calo gli “atipici”

I dati Excelsior: salgono i contratti a tempo indeterminato in provincia di Lucca

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LUCCA. Crescono, nel 2015, le assunzioni. Mille in più rispetto all’anno precedente, con un calo dei contratti atipici, dopo l’entrata in vigore del Jobs Act.

Lo studio sulle prospettive di occupazione in provincia è quello “Excelsior”, realizzato da Unioncamere “intervistando” direttamente le aziende sui loro programmi occupazionali.

Il dato complessivo, per la nostra provincia, è seppur di poco positivo: la variazione per l’anno in corso è di 100 unità al lavoro in più. Un aumento che deriva dal saldo fra le entrate (6.720) e le uscite dal mondo del lavoro (6.620). Un dato che va però guardato più nel dettaglio. Perché a dare il segno “più” sono i contratti atipici, cioè quelli in somministrazione e i residui delle collaborazioni a progetto, oltre ad altri contratti di lavoro indipendente): per loro il saldo positivo è di 170 unità, mentre per i contratti di lavoro dipendente (sia “stabili” che a termine), il saldo negativo è di 70 posti. Il calo nel personale dipendente è comunque limitato al -0,1%, in miglioramento rispetto al -1,9% del 2014.

Ma a essere più interessante, rispetto al bilancio entrate-uscite- è l’analisi delle assunzioni, che dà l’idea della tendenza generale del mercato del lavoro nella nostra provincia. I lavoratori dipendenti che saranno assunti (5.820) saranno assai di più rispetto ai 4.810 del 2014. Un segnale di come l’economia lucchese sembra aver intrapreso una seppur timida risalita.

E - sempre parlando delle nuove assunzioni - cala anche la fetta dei contratti atipici (dal 18 al 13%), mentre sale quella dei contratti a tempo indeterminato, di nove punti: effetto - spiegano gli esperti - sia dell’incentivo sulle assunzioni, sia dell’inserimento del nuovo contratto a tutele crescenti. E proprio quest’ultimo, punto cardine del cosiddetto Jobs Act, sembra aver cominciato a dispiegare i suoi effetti nel secondo trimestre dell’anno, dove i contratti atipici diminuiscono del 6% mentre quelli dipendenti aumentano del 4%. Dati che, tuttavia, devono essere presi con le molle, visto che è probabile che una larga fetta sia in realtà costituita da semplici “stabilizzazioni” grazie alle nuove norme, e non da effettivi ingressi nel mondo del lavoro.

Per quanto riguarda i settori di riferimento, il saldo è positivo nell’industria, grazie soprattutto alle costruzioni, mentre soffrono molto le industrie tessili e dell’abbigliamento. Dati complessivamente assai negativi nei servizi (saldo di -150 persone), dove è in netta flessione il settore del turismo (-2,2%) e tiene bene quello del commercio (+1,2%).

Luca Cinotti

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