Il Tirreno

Lucca

Caso Pd, la palla al segretario regionale

di Gianni Parrini
Caso Pd, la palla al segretario regionale

I rappresentanti di zona restano in silenzio: «Se ne occuperà Parrini». Ma per ora il parlamentare non scioglie il nodo

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LUCCA. Bocche cucite nei Pd di Lucca e della Versilia. Dopo le frecciate e le rivendicazioni per la mancata parità di rappresentanza nel consiglio provinciale, ora i toni si abbassano. Segno che le diplomazie sono al lavoro per trovare una soluzione al pastrocchio che ha estromesso il sindaco Alessandro Del Dotto da palazzo Ducale, costringendo il segretario del Pd versiliese Giuseppe Dati a svelare l’esistenza di un accordo sulla base del quale i democratici di là dal Quiesa chiedono che uno dei cinque lucchesi eletti si faccia da parte per lasciare la poltrona al primo cittadino di Camaiore. Un modo non proprio ortodosso per riportare in parità il numero degli eletti tra i due territori: 4 a 4.

Dopo le esternazioni dei giorni passati, Dati sceglie la via del silenzio: «Non ho niente da dire – spiega – Prima di aggiungere qualcosa a quanto già uscito voglio parlare con il segretario del Pd territoriale di Lucca Patrizio Andreuccetti». Ma anche quest’ultimo sceglie di non entrare nel merito della vicenda: «Nessuna novità – dice il giovane sindaco di Borgo a Mozzano – Come ho già ribadito nei giorni scorsi, degli accordi partito parlo solo in seno al partito. Ci sono dei ragionamenti che devono esser fatti e richiedono la presenza del segretario regionale. Ci confronteremo serenamente con lui e troveremo una soluzione».

Stando così le cose abbiamo provato a interpellare direttamente colui che ha in mano il bandolo della matassa: il segretario regionale del Pd Dario Parrini. Ma anche per questa via non siamo riusciti a ottenere granché. «Su questo argomento non rilascio dichiarazioni», ha spiegato il parlamentare renziano. Un muro di gomma su tutta la linea, dunque.

L’obiettivo, appare, chiaro: stemperare il clima di polemica che si è creato dopo le elezioni per cercare, a bocce ferme, una soluzione. Quale al momento è difficile dirlo: fino a pochi giorni fa dal Pd versiliese assicuravano che l’accordo avesse avuto il placet dello stesso Parrini. L’idea era di raggiungere l’obiettivo del 4 a 4 grazie a una certosina distribuzione dei voti (è bene ricordare che si parla di un’elezione di secondo livello) sui vari candidati. Qualcosa però non ha funzionato e a rimanere fuori da palazzo Ducale è stato il renziano doc Alessandro Del Dotto, che puntava addirittura alla vicepresidenza. Secondo alcuni ben informati, i voti per il sindaco camaiorese sarebbero venuti a mancare proprio nei Comuni della Lucchesia. Da qui l’ira del Pd costiero.

Di certo il tempo stringe: a metà della prossima settimana il presidente Luca Menesini darà le deleghe ai vari consiglieri. Per allora il partito deve aver trovato una soluzione. Al momento, visto come sono andate le cose, appare improbabile che il Pd lucchese riesca a far dimettere uno dei suoi eletti. Difficile avere la disponibilità da parte degli interessati (Enzo Giuntoli e Nicola Boggi su tutti) e anche agli occhi dell’opinione pubblica la manovra sarebbe difficile da giustificare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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