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Lucca

Controlli anti-infarto per 3.400 lucchesi

Controlli anti-infarto per 3.400 lucchesi

Screening gratuito per uomini e donne nati nel 1964: in arrivo le lettere. Si vogliono a correggere gli stili di vita “rischiosi”

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LUCCA. «Hai 50 anni? È il momento di farsi un controllo e mettere a posto quei comportamenti scorretti che potrebbero portarti all’infarto». Circa 3.400 cittadini lucchesi nati nel 1964, in questi giorni si sono visti arrivare nella cassetta della posta una lettera dell’Asl 2 di Lucca, che nella sostanza li invita a partecipare a "Cardio 50", un programma portato avanti dall'azienda dopo la sua adesione allo screening nazionale per il rischio cardiovascolare.

«È un programma di prevenzione importante – ha spiegato Joseph Polimeni, vice commissario della Asl – realizzato sotto l’egida del Ministero della Salute e coordinato dalla Regione Veneto. Per la Toscana partecipano soltanto due Asl: quella di Lucca e quella di Prato. Contatteremo tutti i 50enni del nostro territorio per capire se ci sono degli stili di vita sbagliati che possono incidere sulle problematiche cardiovascolari. L’aspetto della prevenzione è fondamentale per correggere i fattori di rischio modificabili».

Ogni anno in Europa le malattie cardiovascolari determinano la morte di 4 milioni di persone. Solo in Italia, secondo i dati Istat, il numero dei decessi risulta pari a quasi 600.000 casi all'anno. L'analisi della mortalità conferma che le malattie del sistema circolatorio sono la prima causa di morte con 225.000 decessi (38,2%), seguite dai tumori con 76.000 decessi (25,2%). «In Toscana abbiamo un indice di invecchiamento fra i più alti di Italia, in particolare nella Garfagnana – spiega il dottor Farncesco Bovenzi, primario di Cardiologia – per cui l’attenzione sulle malattie cardiovascolari va tenuta alta. Ogni anno su una popolazione di 170-180mila persone si contano 800 ricoveri d’urgenza per casi di sindrome coronarica acuta, tra cui 200 infarti. Riusciamo a offrire all’80% di questi ultimi, l’angioplastica primaria, ovvero la miglior terapia possibile. La prevenzione è la vera sfida da vincere, in questo dobbiamo sensibilizzare la popolazione. Dopo 50 anni il rischio di infarto cresce anche nelle donne, per questo il progetto Cardio le coinvolge».

A fronte del peso di questi dati epidemiologici si riscontra nella popolazione una bassa percezione del rischio di malattia cardiovascolare e una scarsa informazione sui fattori predisponenti. «Per questo siamo andati a prendere i 50enni “sani” – spiega il dottor Francesco Bellomo, direttore del governo clinico – Proprio correggendo i loro comportamenti sbagliati contiamo di dare un esempio anche ai più giovani. Fare attività fisica, mangiare sano, non fumare, controllare periodicamente il proprio stato di salute: questi sono elementi che riguardano il nostro atteggiamento culturale. Un atteggiamento che non sempre li tiene nella giusta considerazione».

Il dottor Fausto Morgantini, responsabile del progetto “Guadagnare salute”, spiega in cosa consiste il progetto: «Abbiamo individuato i 50enni in buona salute, quelli cioè che non avevano esenzioni sanitarie per particolari malattie. A loro abbiamo inviato una lettera nella quale è indicato il luogo, il giorno e l’ora in cui dovranno presentarsi per rispondere alle nostre domande e sottoporsi ad alcuni test per la misurazione della massa corporea, della pressione, dei valori glicemici e del colesterolo. Per fare questo lavoro abbiamo allestito tre ambulatori: "Casa della Salute" a Campo di Marte, Poliambulatorio Susie Clarke a Bagni di Lucca e il Centro Socio-sanitario a Gallicano. La partecipazione allo screening è totalmente gratuita e volontaria. Ci concentriamo soprattutto su tre aspetti: abitudine al fumo, alimentazione e sedentarietà. Qualora vengano individuati dei comportamenti da correggere mettiamo a disposizione del soggetto i servizi che la nostra Asl offre: centri anti-fumo, gruppi di cammino e le consulenze nutrizionali. Le persone che evidenziano ipertensione o valori alterati di glicemia o colesterolemia, sono inviate al medico di famiglia per gli approfondimenti necessari. Dopo 6-12 mesi facciamo un controllo per verificare se la situazione di partenza è cambiata e il soggetto è migliorato».

Gli obiettivi, come detto, sono essenzialmente due: contrastare l'insorgenza delle malattie cardio-vascolari attraverso il cambiamento degli stili di vita; identificare e, se necessario, trattare i soggetti ipertesi, iperglicemici e ipercolesterolemici, che non essendo sintomatici non sono ancora in carico al medico curante. Il progetto riguarda i cinquantenni perché secondo alcuni studi il 70% della popolazione in questa fascia di età è bisognosa di interventi preventivi. Se i risultati di questa sperimentazione dovessero rivelarsi utili, è possibile che lo screening delle malattie cardiovascolari venga affiancato a quelli attualmente già previsti per legge. (g.p.)

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