Il Tirreno

Lucca

Pietro Ichino spiega l’articolo 18 e la svolta Jobs Act

L’incontro con il professore e parlamentare domani alle 18 nella sede degli industriali in piazza Bernardini

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LUCCA. Come siamo arrivati al Jobs Act? Quale percorso è stato seguito e, soprattutto, quali sono le conseguenze per i lavoratori?

A portare un po’ di luce nell'intricato mondo della riforma del lavoro ci pensa il professor Pietro Ichino, giurista e politico italiano, grazie alle domande e alle riflessioni che gli sottoporrà il direttore de Il Tirreno, Omar Monestier.

Saranno loro, infatti, domani pomeriggio alle 18 nella sede di Assindustria, in Piazza Bernardini, a presentare l'ultimo libro del senatore Ichino, “Il lavoro ritrovato. Come la riforma sta abbattendo il muro tra garantiti, precari ed esclusi” (edito da Mondadori).

Sono previsti anche gli interventi di Cristina Galeotti, presidente dell'Associazione degli Industriali di Lucca, Ilaria Milianti e Marco Cattani, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Giuseppe Pera. L'incontro, a ingresso libero, è organizzato dalla Fondazione Giuseppe Pera, in collaborazione con l'Associazione degli Industriali di Lucca.

Durante la presentazione, Pietro Ichino, professore e parlamentare da tempo sotto scorta per le minacce ricevute, racconterà perché e come nel nostro ordinamento è stato introdotto l'articolo 18, spiegando il meccanismo giudiziale su cui si fonda la job property e tracciando la storia politica della riforma che va sotto il nome di Jobs Act.

Dopo un'introduzione su quelle che sono le sentenze più paradossali in tema di diritto del lavoro, sarà affrontata la storia dell'articolo 18: dal prezzo pagato dai lavoratori per la stabilità, alla fuga del lavoro subordinato, passando per gli scontri tra politica e sindacati per concludere con le realtà e le leggende sulla legge Biagi e sul precariato.

Al centro dell'incontro, però, ci sarà soprattutto il Jobs Act: dal suo tormentato iter legislativo fino al varo della legge-delega del dicembre 2014 e all'entrata in vigore nel marzo 2015 dei primi due decreti attuativi, uno sul contratto a tutele crescenti e l'altro sul nuovo trattamento universale di disoccupazione e sul contratto di ricollocazione, «mirati a proteggere il lavoratore nel mercato e non dal mercato».

Il professore Ichino, infine, trarrà le conclusioni di questa nuova stagione di riforme, parlando di “lavoro ritrovato”: quali sono gli errori da non commettere nel valutare la riforma, quali sono i dati positivi già riscontrabili sia dal lato della domanda che da quello dell'offerta e se si può davvero parlare, come in tanti sperano, di una “primavera del lavoro”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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