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Prima campanella fra mille incognite
Oggi ripartono le lezioni e subito emergono tanti problemi Ancora non si sa se ci sarà il personale per aprire i portoni
LUCCA. Oggi suonerà la prima campanella, ma non è detto che negli istituti ci sarà personale a sufficienza per aprire i portoni e accogliere gli studenti. È questo il grido d'allarme che lanciano i sindacati della scuola, perché, a quanto pare, il problema della mancanza di bidelli e di segretari tecnici e amministrativi si ripresenterà anche quest'anno, creando vuoti e disagi tangibili fin da subito.
Non è un caso, dunque, se questo punto è stato inserito d'urgenza nell'ordine del giorno dell'assemblea convocato proprio per oggi all'istituto comprensivo “Piaggia” di Capannori, quando gli insegnanti e il personale Ata di tutte le scuole della provincia si ritroveranno per discutere degli effetti della riforma Renzi e delle questioni irrisolte che pretendono una soluzione.
«I problemi saranno più evidenti che in passato – spiega Rino Capasso dei Cobas scuola – per il personale Ata non è stata prevista l'immissione in ruolo e chi è andato in pensione non è stato sostituito. Si presenteranno seri problemi nella gestione delle scuole, sia per la sicurezza sia per l'accoglienza degli studenti e la salvaguardia degli ambienti. Inoltre la nuova riforma impedisce di nominare i supplenti per gli assistenti amministrativi nelle scuole che hanno almeno tre figure di questo tipo: cioè quasi tutti gli istituti della provincia, caricando così ulteriormente di lavoro il personale già insufficiente. Per i collaboratori scolastici, invece, i supplenti non possono essere nominati per i primi sette giorni d'assenza».
L'assemblea unitaria convocata per oggi dalle 8 alle 11 è stata indetta da tutti i sindacati della scuola: Flc Cgil, Cisl scuola, Snals, Gilda e Cobas.
«Il fatto che sia stata convocata unitariamente per il primo giorno di scuola è un segnale chiaro del fatto che il personale scolastico non è pacificato – continua Capasso – l'obiettivo è proporre una mobilitazione interna agli istituti, con azioni che possano arrivare a contrastare alcune direttive, a nostro avviso sbagliate, della riforma».
La vera partita si giocherà sulla formazione del piano formativo triennale, che ogni plesso deve consegnare per la fine di ottobre, insieme all'organico di potenziamento sviluppato e ipotizzato per i successivi tre anni. Su questi due punti i sindacati canalizzeranno la propria attenzione, fissando alcuni punti fermi: aumentare le ore di compresenza alla primaria, diminuire il numero di alunni per classe, andando a formare più sezioni, potenziare gli insegnanti tecnico-pratici per i laboratori alle superiori e impedire che l'organico di potenziamento (che ogni scuola formerà disponendo fino a un massimo di 6 docenti assunti con contratto triennale) venga utilizzato per le supplenze. Nel mezzo c'è la questione del sostegno, che, nell'attesa di capire i numeri esatti di quante ore di sostegno complessive saranno destinate ai ragazzi disabili, fa parlare di sé a proposito degli operatori Anffas: «Ogni anno gli operatori Anffas arrivano a scuola iniziata – scrive in una nota Maria Nuti, una delle mamme che rappresentano il gruppo Genitori H per il sostegno – Sappiamo che il comune ha convocato gli operatori Anffas solo per questa settimana, pur conoscendo già la situazione nelle varie scuole, mentre la riunione operativa ci sarà solo il 21 settembre, quindi a scuola iniziata. Già gli istituti sono in difficoltà, perché molte cattedre sul sostegno, e non solo, non sono ancora state assegnate, per cui molti ragazzi si troveranno con le ore scoperte; in più non potranno contare neppure sull'aiuto degli operatori. Allora mi chiedo: qual è il problema? Non sanno che in Toscana la scuola inizia il 15? Manca proprio il buon senso. Ogni anno partono in ritardo eppure sanno, sullo storico e sui documenti, quanti ragazzi hanno e quante ore verranno date. Lo scorso anno è stato pubblicizzato il progetto comunale Special, che doveva migliorare le cose, sembra invece che non sia cambiato niente. Come al solito chi ci rimetterà saranno i ragazzi e i loro genitori, ai quali sarà "caldamente consigliato" di fare orario ridotto per sopperire alle mancanze».
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