Il Tirreno

Lucca

Provincia, parte il ricorso «Esclusi per motivi politici»

di Luca Cinotti
Provincia, parte il ricorso «Esclusi per motivi politici»

I promotori della lista ispirata da Del Ghingaro si rivolgono al Tar della Toscana sostenendo che non c’era bisogno dell’autentica per i consiglieri comunali

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LUCCA. È arrivato, all’ultimo giorno utile, il ricorso contro l’esclusione della “Lista civica per Menesini presidente”, disposta dall’ufficio elettorale di palazzo Ducale dopo che erano state riscontrate alcune irregolarità nell’incartamento presentato per le elezioni della “nuova” Provincia di Lucca.

Si tratta della lista che era stata organizzata a sostegno della candidatura del sindaco di Capannori su impulso del suo predecessore (e attuale primo cittadino di Viareggio) Giorgio Del Ghingaro e di Gaetano Ceccarello, dell’Udc. A presentare il ricorso al Tar, in base alle regole del contenzioso elettorale, è stato l’avvocato Laura Servetti, che è anche assessore comunale nella giunta di Del Ghingaro. Servetti tutela Luigi Troiso, consigliere comunale a Viareggio, che si è visto contestare l’autentica della firma di accettazione della propria candidatura (come avvenuto anche nel caso di Gino Malfatti).

Secondo quanto si legge nel ricorso al Tar, in realtà questa firma sarebbe stata «ridondante«, visto che non solo Troiso è «notoriamente conosciuto», ma anche - e soprattutto - perché è un consigliere comunale e, in virtù di questo, un pubblico ufficiale le cui dichiarazioni «fanno fede fino a querela di falso, fino a prova contraria». Questo, ovviamente, si estenderebbe anche alla validità delle altre due sottoscrizioni contestate: quella, già ricordata, di Malfatti e quella du Ambra Sinagra, anch’essa consigliere comunale a Viareggio.

Secondo il ricorso preparato dall’avvocato Servetti, «non c’è traccia nell’atto impugnato (cioè nella decisione di ricusare la lista da parte dell’ufficio elettorale, ndr) di alcuna incertezza circa la provenienza soggettiva della sottoscrizioni, non essendo state disconosciute e messe in discussione». Dopo poche righe arriva un’accusa dura, durissima: «Il comportamento (dell’ufficio elettorale provinciale, ndr) appare allora parziale e dettato esclusivamente da motivazioni politiche nel tentativo di escludere un competitore elettorale perché giunto alle 12.05 e senza la pennetta informatica per il simbolo.

Circostanze che, sebbene sollevate dal presidente dell’ufficio elettorale, lo stesso collegio si è trovato a dover rigettare perché sfornite di alcun appiglio giuridico».

Insomma, nei confronti della lista civica ci sarebbe stato una sorta di “killeraggio” politico-elettorale.

Secondo la legge, il tribunale dovrà decidere sul ricorso entro tre giorni dal deposito: quindi, al massimo, nella giornata di domani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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