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Parroci bloccati «Non ci sono locali a disposizione»

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Parroci bloccati «Non ci sono locali a disposizione»

I sacerdoti denunciano la carenza di strutture della diocesi «Vogliamo accoglierli ma non sappiamo dove sistemarli»

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LUCCA. Dalla parrocchia di Sant’Anna a quella di San Concordio, passando per San Donato e San Marco, sono tanti i parroci che si sono resi disponibili ad accogliere i migranti all’interno degli immobili della diocesi che si trovano nei loro quartieri di competenza. Ma tra cavilli burocratici, l’attesa delle disposizioni da parte della curia e della prefettura e la carenza - segnalata dai parroci stessi - di locali adatti all’accoglienza di proprietà della diocesi, al momento solo don Luca Bassetti, parroco di San Concordio, è riuscito a ospitare alcuni profughi.

Il caso più eclatante è forse quello che ci racconta don Marco Gragnani, parroco della chiesa della Santissima Annunziata: «Ci siamo proposti per accoglierli, abbiamo dato la nostra disponibilità già da un anno ma la nostra struttura non è risultata idonea». La struttura alla quale fa riferimento il parroco è l’ex asilo del quartiere che, dopo il sopralluogo dei tecnici, non è stato giudicato a norma. «Nella volumetria delle stanze - spiega don Marco Gragnani - mancavano due centimetri per raggiungere quella che è l’altezza minima secondo quanto prevede la normativa regionale e purtroppo per questo motivo non siamo riusciti ad avere l’ok dei tecnici. Sono molto dispiaciuto anche perché quella è l’unica struttura che posso mettere a disposizione: qui la diocesi non ne ha altre a parte quelle dove svolgiamo le attività pastorali».

Un problema, quello della carenza di spazi di proprietà della diocesi che sottolineano anche altri parroci della città.

Tra questi c’è anche don Pietro Gianneschi, parroco a San Vito: «Noi non abbiamo immobili a disposizione perché quelli che abbiamo nel quartiere sono fatiscenti. Molti incontri con i fedeli - spiega Gianneschi - avvengono all’interno della piccola cappella che si trova dentro la chiesa dei salesiani. La parrocchia di san Vito infatti, non ha altri locali a disposizione e siamo costretti a fare lì gli incontri ad esempio per i battesimi o i matrimoni perché non c’è neppure un’altra sala».

Situazione simile anche a Sant’Anna, dove ci tengono a specificare che la disponibilità all’accoglienza ci sarebbe se ci fossero degli immobili a disposizione per poterli ospitare.

«Venticinque anni fa - spiegano dalla parrocchia di Sant’Anna - abbiamo ospitato due profughi: uno purtroppo è morto ma l’altro è ancora qui da noi. Da parte nostra quindi, c’è sempre stata molta disponibilità all’accoglienza, molto prima che ce lo dicesse Papa Francesco. Il problema - aggiungono - è che purtroppo noi non abbiamo spazi a disposizione. Abbiamo una casa famiglia di proprietà della diocesi ma al momento tutti i posti sono occupati quindi, anche volendo ospitarli purtroppo, ci mancano i locali dove poterli accogliere».

La carenza di locali è dunque un problema che appare ricorrente, in quelle che sono forse alcune delle parrocchie più grandi della città. Probabilmente proprio quelle che la prefettura e la curia avevano preso in considerazione per la sistemazione dei profughi, visto che le parrocchie minori erano già state escluse in partenza, proprio perché contano pochi abitanti.

Intanto al campo della Croce Rossa i profughi aumentano e le tende cominciano a non bastare più.

Federica Scintu

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